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Le fabbriche restano chiuse in attesa del vertice Ue sui fondi per ripartire

L’industria italiana preme per ripartire e fa i conti con la perdita di fatturato e competitività. Occhi puntati su giovedì quando capi di Stato e di Governo si riuniranno in videoconferenza per approvare le misure e riempire (in teoria) di contenuti il “fondo per la ripresa”. Mentre venerdì i due Paesi che stanno ai poli opposti delle visioni sulle strategie Ue, ossia Italia e Olanda, saranno giudicati in parallelo. Noi da Standard & Poor’s, “loro” da Fitch.

Colpiti dal lockdown lo siamo tutti. La chiusura del Paese ha limitato il contagio ed evitato di moltiplicare il già tragico bilancio dei morti. Chi adesso teme sempre più sono le fabbriche ancora bloccate: oggi riparte qualche altra attività, ma quella che comincia è ormai la quinta settimana con i cancelli sbarrati per chiunque salvo che per chi produce beni e servizi essenziali. Poi sì, ci sono la confusione di deroghe, il caos fai-da-te Regione per Regione, la giungla burocratica dei codici Ateco, infine la logica del “silenzio-assenso” che scarica sulle Prefetture la responsabilità dell’impossibile: verificare la marea di autocertificazioni. Il risultato è che non si sa più quante siano, esattamente, le imprese che a lavorare hanno in effetti ricominciato. La stragrande maggioranza, quella più ligia alle regole, rimane comunque in stand-by. Nessuno - imprenditori, lavoratori, economia del Paese - può permettersi un altro mese così. E tuttavia nessuno, tra chi ha il potere e a questo punto il dovere di decidere, ha ancora detto se davvero il 4 maggio almeno le produzioni già “tarate” sugli standard di sicurezza anticontagio potranno finalmente ripartire. Si capisce come sia nato (ma già tramontato) un nuovo mantra: Vittorio Colao, pensaci tu (se te lo lasceranno fare).

Potessimo prendere alla lettera le parole di Charles Michel, presidente del Consiglio Ue, saremmo autorizzati a sperare: “E’ tempo di preparare il terreno per una robusta ripresa. Questo piano deve rilanciare le nostre economie”. Già. Solo che c’è una condizione-base: per riuscirci occorre “promuovere la convergenza economica nell’Unione”. E di quella non si vede traccia. Al summit dei capi di Stato e di Governo che, oggi, si riuniranno in videoconferenza per approvare le misure e riempire (in teoria) di contenuti il “fondo per la ripresa” concordato dall’Eurogruppo dopo mille compromessi, l’Unione arriva nel solito stato di profonda, in realtà, disunione. Sul ruolo e sull’utilizzo del Mes, sugli eurobond, sullo stesso Recovery Fund. La Germania di Angela Merkel cederà alle pressioni - non solo della Francia e dei “Paesi del Sud”: anche interne - di chi chiede “occhiali diversi” con cui guardare alla crisi provocata dal Covid-19? Sarà in grado di richiamare al nido il falco olandese Mark Rutte, e con ciò avviare una reale fase di solidarietà senza la quale l’Unione, questa volta, davvero finirebbe in pezzi? E l’Italia: come giocherà la sua partita, Giuseppe Conte? Il nostro premier avverte da settimane: “Qui si tratta di scrivere la storia”. Verissimo. Oggi vedremo se, come, con la firma di chi.

E poi, la palla tornerà all’Ecofin. Se tra i capi di Stato e di governo ci sarà l‘accordo politico - e ci sarà, probabilmente, buono o cattivo: senza, salterebbe tutto subito - saranno i ministri dell’Economia e delle Finanze a dover mettere la cornice al quadro (non viceversa) Perciò sono in ovvia preallerta. Perciò la due giorni di video-riunioni, oggi e domani, è definita come “informale” dal calendario Ue. E rinvia direttamente all’agenda della Presidenza.

Poco da dire. I rating, di questi tempi, assomigliano a sparatorie sulla Croce Rossa. Oggi però, se i calendari saranno rispettati, andrà in scena una coincidenza suggestiva: i due Paesi che stanno ai poli opposti delle visioni sulle strategie Ue, ossia Italia e Olanda, saranno giudicati in parallelo. Noi da Standard & Poor’s, “loro” da Fitch.

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2020/04/18/fabbriche-restano-chiuse-vertice-ue-fondi-ripartire

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