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Germania, arriva il rating di S&P. Laurea honoris causa a Mario Draghi

Alla riunione dei ministri economici dell’Ue, giovedì uscirà il nome di Fabio Panetta come membro del Comitato esecutivo. Mentre la Fed lo stesso giorno termina il programma di finanziamento al sistema bancario.

Il rubinetto si chiude. E’ l’ultimo giorno in cui la Fed immette nel sistema bancario liquidità a colpi di 70 miliardi al giorno, forse anche di più. Lo ha fatto, a partire dal 27 settembre, per fare fronte alla cosiddetta crisi dei Repo, i pronti contro termine italiani: in pratica, prestiti a scadenza breve per i quali vengono depositati, a garanzia, dei titoli di Stato. Un meccanismo che permette di mantenere la liquidità sul mercato. Almeno fino a quando non interviene qualche fatto che perturba lo scenario. A parare di alcuni analisti, la colpa sarebbe di Jp Morgan, la banca d’affari che avrebbe ridotto l’entità dei contanti depositati presso la Fed, facendo salire i rendimenti dei titoli di Stato. Da oggi si vedrà se era solo un’influenza o qualche malanno più grave.

Secondo gli analisti di S&P all’economia della Germania sono venuti a mancare adeguati investimenti delle aziende. Che si stanno traducendo in un freno alla crescita del Pil. Così, la dinamica industriale è risultata così piatta, innescando un rallentamento globale della Locomotiva d’Europa. Gli stessi esperti hanno stimato che, se il tasso di crescita degli investimenti fosse rimasto come prima della crisi finanziaria, oggi il Prodotto interno tedesco mostrerebbe numeri (un più 4,2%) migliori dell’economia Usa. Invece, proprio S&P che accredita Berlino di una tripla A sul lungo termine (A-1+ sul breve termine), non fa mistero di poter rivedere la pagella. Nello scorso aprile l’outlook di prospettiva era stabile. Ma da allora sembra trascorso molto tempo.

Dal punto di vista formale, Mario Draghi è ancora il presidente della Bce. E lo rimarrà per venti giorni. Quindi, sembra difficile aspettarsi dal banchiere centrale qualche sortita fuori dalle righe nelle quali si è temuto per sette anni, meritandosi l’apprezzamento generale, se non altro per lo stile nelle comunicazioni. Certo, l’occasione della laurea honoris causa in Economia che gli viene conferita all’Università Cattolica potrebbe essere, per lui, l’occasione di levarsi qualche sassolino dalla scarpa. Magari contro chi (mondo anglosassone) a partire dal 2011 aveva pronostica la dissoluzione dell’esperienza Euro. Oppure, in anni più recenti (mondo nord-europeo) lo ha attaccato per le scelte espansive. Ma il banchiere italiano è andato avanti, nonostante tutto e tutti.

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2019/10/05/germania-arriva-rating-s-p-laurea-honoris-causa-mario-draghi

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