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Per la presidenza Ue, scende in campo Frau Merkel. E il Cavallino Rampante torna sulle piste di Formula Uno

Nell’assemblea di martedì i soci di Pop Bari decidono la trasformazione della banca in spa. Mercoledì arrivano i numeri delle immatricolazioni di auto nel mese di giugno mentre giovedì l’Istat fornirà i dati del mercato del lavoro in maggio.

Una delle grandi incognite era il quorum. Ma è stato raggiunto: grazie agli incentivi messi in campo dai commissari le deleghe raccolte consentono la validità dell’assemblea oggi, in seconda convocazione. Dopodiché, a meno di improbabili sorprese, la Banca Popolare di Bari potrà considerarsi in salvo dalla voragine lasciata dalla precedente gestione. Le perdite accertate sono superiori a 1,1 miliardi: un “buco” che assorbirà quasi per intero il contributo ricevuto dal Fondo Interbancario, ovvero 1,170 miliardi a fronte dell’aumento di capitale da 1,6 miliardi. All’ordine del giorno, con l’aumento, la trasformazione in Società per azioni e la conseguente modifica dello Statuto. Oggetto dell’assemblea di questa mattina insieme alla trasformazione in Società per azioni.

Andrey Plenković passa il testimone della presidenza di turno Ue ad Angela Merkel. Con tutto il rispetto per il premier croato, è una buona notizia per l’Unione. Ovviamente non perché Zagabria non sia all’altezza della guida comunitaria. Da questo punto di vista la Croazia è, semmai, sullo stesso piano di tutti gli altri Paesi europei. Salvo la stessa Germania. Abbiamo un bel dire che la stella di Frau Merkel si è appannata: pur così, la Cancelliera resta l’unico vero leader espresso dalla politica continentale almeno negli ultimi due decenni. Ed è di leadership che l’Europa ha bisogno per uscire dalla peggior crisi (guerre a parte) della sua storia. Chiunque può promettere, come ha fatto il governo tedesco, di “impegnarsi con il massimo della forza possibile per padroneggiare questo compito insieme agli altri Stati membri e per rendere di nuovo forte l’Europa”. Nessuno avrebbe la stessa autorevolezza che ha Merkel, invece, qualche chance di far rispettare l’impegno (anche ai Paesi partner) e dunque di mantenere le promesse la consente.

Sul rimbalzo rispetto a maggio, e più ancora rispetto all’aprile delle vendite zero, non è difficile scommettere. Che dal mercato dell’auto di giugno arrivino segnali un filo più incoraggianti del previsto è tuttavia molto, molto improbabile. E in ogni caso i numeri confermeranno quello che l’Acea, l’Associazione europea dei costruttori, ha ribadito pochi giorni fa: a meno di sussulti che per ora non sono neppure immaginabili, il 2020 sarà l’anno dei crolli record. In tutti i Paesi Ue e in Italia, con ogni probabilità, peggio che altrove. Ci faremo un’idea più precisa con i dati che la Motorizzazione annuncerà oggi, in parallelo con quanto faranno la Francia e la Germania. Il prevedibile andamento dei tre principali mercati nell’ultimo mese è peraltro già incorporato nelle stime 2020 che Acea ha appena radicalmente rivisto: immatricolazioni giù del 25%, per effetto di un calo di vendite dai 12,8 milioni del 2019 ai 9,6 milioni messi in conto per quest’anno. All’appello mancheranno insomma più di tre milioni di auto, e non è nemmeno la notizia peggiore. In termini di volumi, il 2020 registrerà il valore più basso di auto nuove vendute dal 2013, l’ultimo dei sei anni consecutivi di cali seguiti della crisi Lehman. Al Covid-19, per bruciare tutto, sono bastati tre mesi.

Difficile orientarsi e capire quali siano la situazione reale e, soprattutto, le prospettive a breve-medio termine: tra Cassa (integrazione) Covid, licenziamenti bloccati per legge, riapertura scaglionata delle attività, sono ancora troppi i fattori esterni che condizionano la lettura dei dati macro in arrivo dal mercato del lavoro. L’Istat ci riprova oggi, con i numeri di maggio. Vedremo, se non altro, quali differenze emergono tra l’aprile del “tutto chiuso” e il primo mese di ripartenza post lockdown.

Per i tifosi di calcio l’astinenza è finita da qualche settimana, pur se a stadi vuoti. Per i fan della Formula Uno il digiuno termina oggi: Red Bull Ring, Spielberg, Austria, primo dei due Gran Premi consecutivi (l’altro sarà domenica 12) con cui si inaugura il Mondiale che sarebbe dovuto partire a metà marzo in Australia. Anche qui niente pubblico, solo poltrone e Tv. Quelle italiane, di antenne, saranno chiaramente orientate sulla Ferrari. Nella speranza che dopo i record di Borsa - il Covid ha mandato a picco il titolo solo subito dopo la sospensione del Campionato, ora la Rossa ha quasi riavvicinato i massimi – anche la pista torni a dare soddisfazioni.

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2020/06/27/presidenza-ue-scende-campo-frau-merkel-cavallino-rampante-torna-piste-formula

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