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La produzione industriale italiana come sensore della crescita

Rebus inflazione sul tavolo dei ministri europei. La Germania volta pagina: finisce l’era Merkel e martedì nasce il governo di Olaf Scholz. La sfida del sistema produttivo nel post Covid al forum romano di discussione tra Bankitalia, Banque de France, l’Istituto Einaudi per l’economia e la Finanza e l'università francese Sciences.

a cura di  Lunedì 6 dicembre - L’inflazione sui tavoli Eurogruppo-Ecofin Non compare negli ordini del giorno ufficiali. Ma non c’è dubbio che sarà l’inflazione il tema al centro degli incontri dei ministri finanziarie europei, oggi all’Eurogruppo e domani all’Ecofin. A novembre, nell’area UE, il tasso è salito al 4,9% dal 4,1% di ottobre. Si sapeva, il rialzo era previsto. Si sa pure che continuerà. Fino a quando? Qui si naviga a vista. Anche per questo - e per non alimentare allarmismi - da Bruxelles arriveranno altri messaggi rassicuranti. Del resto, è vero che i vertici dell’Unione, in piena sintonia con la BCE, non considerano concreto il rischio che la crescita dei prezzi sfugga al controllo. Come ha detto in settimana il presidente dell’Eurogruppo, Pascal Donohoe: “Nel 2022 ci aspettiamo una moderazione dei prezzi nel quadro di una crescita economica che continua. Niente stagflazione”.

Mercoledì 8 dicembre - Scholz affronta la testa della Germania L’era di Angela Merkel finisce ufficialmente oggi: a Berlino si insedia il nuovo Cancelliere Olaf Scholz. Non gli sarà facile non far salire il tasso di rimpianto per la leader che ormai i tedeschi chiamano “madre della patria”. Esordisce in uno scenario tremendo. Da un lato il Covid, con la quarta ondata dichiaratamente fuori controllo. Dall’altro una congiuntura che vede la Germania nell’inedito ruolo di fanalino di coda tra le grandi economie d’Europa. L’industria è ancora sotto del 10% rispetto ai livelli pre-pandemia (l’Italia li ha stabilmente recuperati), e i dati che verranno aggiornati tra oggi e domani, con l’indice degli ordinativi e poi con quello della produzione, non miglioreranno il quadro. Lo lascia prevedere uno degli indicatori annunciati in questi giorni: in novembre il Pmi Markit ha rallentato ancora, toccando un nuovo minimo sui dieci mesi. Pur se le aspettative sulla produzione futura sono, invece, migliorate per la prima volta dal giugno scorso, poi occorrerà fare i conti (anche) con l’inflazione. Il dato arriverà venerdì. Confermerà che i prezzi sono saliti, anche a novembre, molto più del 4,9% stimato per la media UE. Giovedì 9 dicembre - Bankitalia e le sfide del mondo post Covid Bankitalia, Banque de France, l’Istituto Einaudi per l’economia e la Finanza e l'università francese Sciences Po insieme per la loro quarta “Conferenza internazionale di ricerca” dedicata alle tematiche d'impresa. Scontato il titolo scelto per l’edizione 2021: oggi e domani, a Roma, il forum di discussione ruoterà attorno alle “Sfide per il sistema produttivo nel mondo post-Covid”. Venerdì 10 dicembre - Rallenta (ma non si ferma) la crescita italiana L’Italia ha i problemi che hanno tutte le economie del mondo. Pare proprio, però, che per una volta li affrontiamo meglio di altri. L’OCSE ha appena alzato da +5,9% a +6,3% (dunque anche oltre le stime del governo) le sue previsioni sul PIL. Christine Lagarde, presidente della BCE, cita a sua volta i numeri e dice che “i risultati economici sono eloquenti: l’Italia è stata molto colpita dalla pandemia e ora cresce sopra il 6%, le riforme messe in campo convincono le agenzie di rating che è sulla strada giusta e che la sua ripresa sarà molto forte”. Sta “già” rallentando? Certo, ed era prevedibile anche al di là di una congiuntura internazionale particolarmente complicata. Continuiamo a crescere in modo stabile, però, e oggi i dati sulla produzione industriale dovrebbero confermarlo. Anche qui, come in Germania, è l’indice Pmi Markit a fare da sensore: in novembre ha segnato il diciassettesimo mese consecutivo di crescita e toccato un nuovo record assoluto (a quota 62,8 dai 61,1 di ottobre). Marco Fortis, direttore della Fondazione Edison, ne ha tratto queste conclusioni: “A fine anno il PIL potrebbe arrivare anche al +6,5%. Basterebbe che la crescita del quarto trimestre fosse di poco superiore all'1%». È del tutto possibile. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2021/12/04/produzione-industriale-italiana-sensore-crescita

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