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APE sociale: anticipo pensionistico con 32 anni di contributi per i lavoratori edili

Regime agevolato per i lavoratori edili, che nel 2022 potranno accedere all’APE sociale una volta raggiunti i 63 anni di età anagrafica e i 32 anni di anzianità contributiva. Lo prevede la legge di Bilancio 2022 che proroga la misura ancora per tutto il prossimo anno. La Manovra rafforza, inoltre, l’istituto con l’aggiunta di 8 nuove categorie di lavori gravosi, rispetto alle 15 già esistenti. La strada intrapresa dal Governo appare chiara: investire su strumenti già presenti, finalizzati a garantire soluzioni di flessibilità in uscita solo per determinate categorie di lavoratrici e lavoratori, ampliandone il campo d’azione.

La legge di Bilancio 2022, tra i diversi profili rilevanti sul piano previdenziale, introduce anche la proroga, per tutto il 2022, dell’APE Sociale. Si tratta della forma anticipata di pensionamento che prevede l’erogazione di un’indennità da parte dell’INPS a specifiche tipologie di lavoratori con particolari esigenze di tutela (disoccupati, invalidi, soggetti che assistono parenti disabili, addetti a mansioni gravose) che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e possiedano, a seconda dei casi, 30 o 36 anni di contributi. Tali lavoratori, qualora non siano già titolari di pensione diretta, saranno accompagnati al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia con un assegno mensile, pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata sulla base della contribuzione esistente al momento della domanda, entro un tetto di 1.500 euro lordi. La Manovra, rispetto alla versione originaria della misura, introdotta per la prima volta nel 2017, rafforza l’istituto, con l’aggiunta di 8 nuove categorie di lavori gravosi, rispetto alle 15 già esistenti. Nuove figure professionali potranno così usufruire dell’indennità con 36 anni di contributi a partire dal 2022. APE sociale e lavoratori edili Il dibattito parlamentare sulla misura si è spostato su uno specifico nodo relativo alla misura dell’APE sociale, ossia la necessità di garantire una maggiore flessibilità in uscita ai lavoratori dell’edilizia, rispetto alle condizioni attualmente previste, che prevedono un’uscita con 63 anni di età e 36 anni di anzianità contributiva. Tale categoria di lavoratori, come evidenziato dai sindacati di settore, sulla base dei lavori della Commissione tecnica sui lavori gravosi presieduta da Cesare Damiano, risulta maggiormente esposta ad usura, malattie professionali ed incidenti sul lavoro rispetto ai lavoratori di altri settori, nonché soggetta spesso a una forte discontinuità lavorativa, che si ripercuote sul piano previdenziale. Pertanto, a partire dalla pubblicazione della prima bozza della legge di Bilancio 2022, sono cominciate a circolare le prime proposte di modifica da parte di varie forze politiche, dei sindacati, nonché della stessa Commissione tecnica sui lavori gravosi. Il nuovo regime L’accordo al quale sono giunti il Governo e le forze di maggioranza sul punto presenta ora un regime agevolato per i lavoratori edili, che nel 2022 potranno accedere all’APE Sociale una volta raggiunti i 63 anni di età anagrafica e i 32 anni di anzianità contributiva. Si tratta di una soluzione di compromesso, che tutela maggiormente sul piano della flessibilità in uscita i lavoratori edili rispetto alle altre categorie di lavoratori addetti a mansioni gravose, seppur con uno “sconto” minore sull’anzianità contributiva rispetto alla strada indicata dalla Commissione tecnica sui lavori gravosi e dai primi emendamenti sul punto dei partiti. In questi casi, infatti, veniva proposta una soglia contributiva di 30 anni, con un “salto” più drastico tra la precedente soglia richiesta - pari a 36 anni come la generalità degli addetti a mansioni gravose - e il nuovo requisito. Rimane ferma, invece, la soglia anagrafica corrispondente ai 63 anni. Considerazioni conclusive Si profila così per i lavoratori edili una nuova Quota 95, per accedere ad una delle principali opzioni di pensionamento anticipato presenti nel sistema italiano. In attesa di una riforma strutturale del sistema pensionistico, in merito alla quale i tavoli di confronto tra Governo e Sindacati dovrebbero partire nel mese di gennaio, la strada intrapresa con la legge di Bilancio 2022 appare chiara: investire su strumenti già presenti, finalizzati a garantire soluzioni di flessibilità in uscita solo per determinate categorie di lavoratrici e lavoratori, ampliandone il campo d’azione. Sotto questo aspetto, il nuovo regime per i lavoratori dell’edilizia appare come un’ulteriore conferma di questo percorso. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2021/12/27/ape-sociale-anticipo-pensionistico-32-contributi-lavoratori-edili

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