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Lavoro domestico irregolare: l’analisi dei Consulenti del Lavoro

Dall’analisi condotta dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro emerge come ogni anno vengono persi 2,7 miliardi tra contributi e gettito fiscale per la presenza di collaboratori in nero. Dal settore il 37,8% di irregolarità dipendente. Il 13% delle famiglie non mette in regola per volontà del lavoratore.

E’ stimato a quasi 2,7 miliardi di mancato gettito tra evasione contributiva e fiscale e di questi la parte più rilevante è rappresentata dagli oneri contributivi evasi: circa 1,6 miliardi i contributi che le famiglie italiane avrebbero dovuto versare nel caso di un’assunzione regolare del collaboratore domestico. A questo si somma l’evasione fiscale derivante dalla mancata o parziale dichiarazione dei redditi dei lavoratori: secondo le ultime stime circa 1 miliardo di euro, corrispondente ad una base imponibile non dichiarata di circa 8,8 miliardi. E’ quanto emerge dallo studio “Il costo nascosto del lavoro domestico”, promosso da Assindatcolf (Associazione Sindacale Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico) e realizzato da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Istat, Mise, Mef e su una ricerca condotta su oltre 1500 consulenti del Lavoro, professionisti che assistono anche famiglie e collaboratori domestici nella gestione del rapporto di lavoro domestico al fine di ridurre il contenzioso. I datori si accollano il rischio di arrivare a pagare il 30% in più in caso di controversia con il lavoratore: ogni anno su 100 rapporti di lavoro, circa 2 danno origine a controversie che, nella maggior parte dei casi, nascono dal mancato riconoscimento delle ore lavorate, tipico di un lavoro parzialmente irregolare (68,4%) o dal lavoro irregolare. Ciò determina una spesa aggiuntiva annua per le famiglie intorno ai 55 milioni di euro. “L’esclusione delle famiglie datrici di lavoro dagli incentivi alle assunzioni – spiega Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – non solo alimenta l’idea che quello domestico sia un lavoro “diverso” dagli altri, ma esclude dagli incentivi proprio un settore per cui questi potrebbero rappresentare un valido sostegno alla regolarizzazione”. A cura della redazioneCopyright © - Riproduzione riservata Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, comunicato stampa 15/06/2022

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2022/06/17/lavoro-domestico-irregolare-analisi-consulenti-lavoro

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