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Reddito di cittadinanza: beneficio revocato se non si accetta la prima offerta di lavoro

In vista della definitiva abrogazione, a partire dal 2024, il reddito di cittadinanza cambia forma e regole per la spettanza e il mantenimento del beneficio. Le novità, previste dalla legge di Bilancio 2023, saranno introdotte a partire dal prossimo 1° gennaio e riguardano, in particolare, la riduzione della durata massima di erogazione del beneficio e l’ipotesi di decadenza dal sussidio per chi non accetta la prima offerta di lavoro. Viene, inoltre, eliminata la parola “congrua” dal testo di legge originario.

La legge di Bilancio interviene sulla disciplina del reddito di cittadinanza, che dopo un periodo transitori per il 2023 si avvia verso l’abolizione a partire dal 2024. Nell’ambito delle misure di sostegno alla povertà e di inclusione attiva, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, la misura del reddito di cittadinanza (artt. 1 a-13 D.L. n. 4/2019) viene erogata per un massimo di 7 mensilità.

N.B. Fanno eccezione i nuclei familiari che includono persone con disabilità, minorenni o persone con almeno sessant’anni di età.
I soggetti beneficiari devono essere inseriti, per un periodo di sei mesi, in un corso di formazione e/o di riqualificazione professionale, pena la decadenza dal diritto alla prestazione. Decadenza dal reddito di cittadinanza La disciplina di base vigente in materia prevede che, in caso di variazione della condizione occupazionale nelle forme dell'avvio di un’attività di lavoro dipendente da parte di uno o più componenti il nucleo familiare nel corso dell'erogazione del Rdc, il maggior reddito da lavoro concorre alla determinazione del beneficio economico nella misura dell'80 per cento, a decorrere dal mese successivo a quello della variazione e fino a quando il maggior reddito non è ordinariamente recepito nell'ISEE per l'intera annualità. La legge di Bilancio 2023 prevede, invece, che nel caso di stipula di contratti di lavoro stagionale o intermittente il maggior reddito da lavoro percepito non concorre alla determinazione del beneficio economico, entro il limite massimo di 3.000 euro lordi. Dunque, è comunicata all’INPS, per la decurtazione dell’importo del Rdc, solo la quota di redditi eccedenti il limite massimo di 3.000 euro. Revisione della durata periodo di erogazione Dal 1° gennaio 2023, si riduce a 7 mesi il periodo di massima erogazione del reddito di cittadinanza. La riduzione delle mensilità nel 2023 non interessa i nuclei familiari in cui siano presenti: - persone disabili (come definite dal DPCM n. 159/2013); - persone di età superiore ai 60 anni. - persone con disabilità, minorenni o con almeno sessant’anni di età. Revisione delle ipotesi di decadenza Si prevede la decadenza immediata per chi non accetta la prima offerta di lavoro. Un emendamento approvato al disegno di legge di Bilancio 2023, inoltre, prevede l’eliminazione della parola “congrua” dal testo di legge originario. La definizione di congruità rispetto all’offerta di lavoro ricevuta dal percettore di reddito di cittadinanza faceva riferimento, in particolare: - alla coerenza tra offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate; - alla distanza del luogo di lavoro dal domicilio (entro 80 chilometri) e i tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico (raggiungibile in 100 minuti). Sgravio contributi per assunzione Ai datori di lavoro privati che nel 2023 assumono con contratto di lavoro a tempo indeterminato beneficiari del Rdc è riconosciuto l'esonero del 100% dei contributi previdenziali. Ai datori di lavoro privati che nel 2023 assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato (escluso il lavoro domestico), lavoratori già beneficiari del reddito di cittadinanza si applica l’esonero totale dei contributi previdenziali dovuti all’INPS a carico del datore di lavoro. L’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 12 mesi e nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua. Condizione di occupabilità I percettori di reddito di cittadinanza devono essere inseriti, per un periodo di sei mesi, in un corso di formazione o di riqualificazione professionale. In caso di mancata frequenza al programma assegnato il nucleo del beneficiario del reddito di cittadinanza decade dal diritto alla prestazione. Le Regioni sono a tal fine tenute a trasmettere all’Anpal gli elenchi dei soggetti che non rispettano l’obbligo di frequenza. I giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni devono aver completato gli adempimenti formativi per non perdere il diritto ad incassare il Rdc. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2022/12/27/reddito-cittadinanza-beneficio-revocato-non-accetta-prima-offerta-lavoro

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