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Qualifiche professionali: più trasparenza in ambito UE

La Commissione UE, con la decisione di esecuzione n. 2023/423, ha dato il via ad un progetto pilota per migliorare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri in relazione alle professioni regolamentate. L’obbiettivo è rafforzare e consolidare il sistema di informazione del mercato interno e integrare in tale sistema la banca dati sulle qualifiche professionali. In particolare, gli Stati membri dovranno notificare, oltre a tutte le informazioni sulle professioni regolamentate, i requisiti vigenti che limitano l’accesso alle professioni o il loro esercizio.

Con la decisione di esecuzione n. 2023/423 del 24 febbraio 2023 la Commissione UE pone le basi normative per regolamentare un progetto pilota per attuare le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa relative alle professioni regolamentate di cui alle direttive 2005/36/CE e (UE) 2018/958 del Parlamento europeo e del Consiglio, con l’obbiettivo di rafforzare e consolidare il sistema di informazione del mercato interno e per integrare in tale sistema la banca dati delle professioni regolamentate. Professioni regolamentate in ambito UE La direttiva 2005/36/CE, a cui è stata data attuazione nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. n. 206/2007, disciplina un articolato sistema di comunicazione obbligatorio (obbligo di notifica), a cui tutti gli stati membri devono attenersi ed ispirato al criterio della trasparenza, relativo alle professioni regolamentate con indicazione dei requisiti stabiliti dalla legislazione nazionale per limitare l'accesso ad una determinata professione o il suo esercizio, con specifica indicazione delle professioni per le quali sia necessaria una verifica preventiva delle qualifiche possedute. Successivamente, la direttiva 2018/958/CE ha imposto agli Sati membri di adottare misure per incoraggiare lo scambio di informazioni sulle questioni attinenti alla regolamentazione delle professioni e sugli effetti di tale regolamentazione, introducendo criteri di valutazione della proporzionalità da parte degli Stati membri in relazione alle norme che limitino l’accesso alle professioni regolamentate. Tali informazioni saranno poi registrate nella banca dati delle professioni regolamentate e messe a disposizione del pubblico. La decisione di esecuzione 2023/423 La decisione di esecuzione in commento, con l’introduzione del progetto pilota, mira a valutare se il sistema di informazione del mercato interno (“IMI”) sia uno strumento efficace per attuare gli obblighi di notifica a carico degli stati membri e quindi integrare in tale sistema la banca dati delle professioni regolamentate. Il sistema (IMI), istituito dal regolamento n. 1024/2012 del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno, è un’applicazione software online multilingue sviluppata dalla Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, per agevolare questi ultimi a conformarsi agli obblighi relativi allo scambio di informazioni stabiliti in ambito comunitario, configurando un meccanismo di comunicazione centralizzato che favorisca lo scambio di informazioni e la mutua assistenza. La decisone 2023/423 impone agli stati membri di individuare una o più autorità competenti incaricate di “notificare” le informazioni richieste ed un’autorità incaricata di coordinare tali notifiche affinché siano approvate internamente ed inviate alla Commissione UE senza indebito ritardo. Attraverso tale sistema ogni stato membro fornirà le notifiche richieste corredate da diverse informazioni a seguito di processo di validazione interna attraverso l’autorità preposta in qualità di coordinatrice. In sintesi, le informazioni da notificare sono le seguenti: - notifica delle informazioni sulle professioni regolamentate, ivi comprese le attività contemplate da ogni professione, le tipologie regolamentate di istruzione e formazione e di formazione con una struttura particolare; - notifica dei requisiti vigenti che limitano l’accesso alle professioni regolamentate o il loro esercizio e i motivi per ritenere tali requisiti conformi alla direttiva 2005/36/CE; - trasmissione di relazioni sui requisiti che sono stati eliminati o resi meno rigidi per l’accesso ad una determinata professione e presentazione di osservazioni sulle notifiche; - la registrazione delle diverse versioni delle notifiche; - la registrazione di dati statistici basati sulle decisioni di riconoscimento adottate dagli Stati membri sui professionisti che intendono stabilirsi all’estero o prestare servizi su base temporanea e occasionale; - la trasmissione al sito web pubblico delle informazioni sulle professioni regolamentate, compresi i risultati delle valutazioni della proporzionalità in merito ai requisiti che limitano l’accesso ad una professione rispetto ai parametri introdotti dalla direttiva 2018/958, con i recapiti delle persone di contatto, delle autorità competenti e dei centri di assistenza oltre ai dati per le statistiche sulle decisioni di riconoscimento riguardanti professionisti che intendono stabilirsi all’estero o prestare servizi su base temporanea e occasionale. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/04/08/qualifiche-professionali-trasparenza-ambito-ue

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