Vai al contenuto Premi il tasto INVIO
Personalizza preferenze
PHPSESSID Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 mese
È un cookie nativo di PHP e consente al sito di memorizzare dati sullo stato della sessione.
privacy_consent Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 anno 1 mese 4 giorni
È un cookie tecnico utilizzato per memorizzare le preferenze sulla gestione dei cookie.
News area Lavoro

Dipendenti pubblici: il differimento del TFS è incompatibile con la Costituzione

Il differimento della corresponsione dei trattamenti di fine servizio (T.F.S.) spettanti ai dipendenti pubblici cessati dall’impiego per raggiunti limiti di età o di servizio contrasta con il principio costituzionale della giusta retribuzione, di cui tali prestazioni costituiscono una componente; principio che si sostanzia non solo nella congruità dell’ammontare corrisposto, ma anche nella tempestività della erogazione. Ad affermarlo la sentenza n.130 del 26 giugno 2023 con cui sono state dichiarate inammissibili le questioni di legittimità costituzionale delle norme che prevedono rispettivamente il differimento e la rateizzazione delle prestazioni.

Il TAR Lazio dubita della legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 2, del D. L. n. 79 del 1997, come convertito, e dell’art. 12, comma 7, del D.L. n. 78 del 2010, come convertito, in riferimento all’art. 36 Costituzione. Il rimettente, sulla scorta della giurisprudenza costituzionale che riconduce i trattamenti di fine servizio, comunque denominati, spettanti ai dipendenti pubblici nel paradigma della retribuzione differita con concorrente funzione previdenziale, ritiene che le disposizioni censurate, nel prevedere rispettivamente il differimento e la rateizzazione del versamento di tali prestazioni, si pongano in contrasto con la garanzia costituzionale della giusta retribuzione.La corresponsione differita e rateale dell’indennità di fine servizio arrecherebbe al beneficiario un’utilità inferiore rispetto a quella derivante da una liquidazione tempestiva, posto che «proprio attraverso l’integrale e immediata percezione» di tali spettanze il lavoratore si propone «di recuperare una somma già spesa o in via di erogazione per le principali necessità di vita, ovvero di fronteggiare o adempiere in modo definitivo ad impegni finanziari già assunti». Il giudice sostiene che le disposizioni in scrutinio ledano in modo irragionevole e sproporzionato i diritti dei lavoratori pubblici, in violazione dell’art. 36 Cost., in quanto, pur essendo state introdotte per far fronte ad una situazione di crisi contingente, hanno ormai assunto carattere strutturale. Sentenza della Corte La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 130 del 26 giugno 2023, evidenzia che le indennità di fine servizio costituiscono una componente del compenso conquistato «attraverso la prestazione dell’attività lavorativa e come frutto di essa» (sentenza n. 106 del 1996) e, quindi, una parte integrante del patrimonio del beneficiario, il quale spetta ai superstiti in caso di decesso del lavoratore (sentenza n. 243 del 1993). La natura retributiva attira le prestazioni in esame nell’ambito applicativo dell’art. 36 Cost., essendo l’emolumento di cui si tratta volto a sopperire alle peculiari esigenze del lavoratore in una «particolare e più vulnerabile stagione dell’esistenza umana». La garanzia della giusta retribuzione, proprio perché attiene a principi fondamentali, «si sostanzia non soltanto nella congruità dell’ammontare concretamente corrisposto, ma anche nella tempestività dell’erogazione» (sentenza n. 159 del 2019). Il trattamento viene, infatti, corrisposto nel momento della cessazione dall’impiego al preciso fine di agevolare il dipendente nel far fronte alle difficoltà economiche che possono insorgere con il venir meno della retribuzione. Tenuto conto di quanto rilevato la Corte Costituzionale con la sua sentenza, dichiara che il differimento della corresponsione dei trattamenti di fine servizio (T.F.S.) spettanti ai dipendenti pubblici cessati dall’impiego per raggiunti limiti di età o di servizio contrasta con il principio costituzionale della giusta retribuzione, di cui tali prestazioni costituiscono una componente; principio che si sostanzia non solo nella congruità dell’ammontare corrisposto, ma anche nella tempestività della erogazione. Spetta al legislatore, avuto riguardo al rilevante impatto finanziario che il superamento del differimento comporta, individuare i mezzi e le modalità di attuazione di un intervento riformatore che tenga conto anche degli impegni assunti nell’ambito della precedente programmazione economico-finanziaria. La Corte ritiene che la normativa in esame, che era connessa a esigenze contingenti di consolidamento dei conti pubblici, in quanto combinata con il differimento della prestazione, finisce per aggravare il rilevato vulnus.Copyright © - Riproduzione riservata

Corte Costituzionale, Sentenza 26/06/2023, n. 130

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/06/27/dipendenti-pubblici-differimento-tfs-incompatibile-costituzione

altre news

News area Impresa

Modelli 231: sotto la lente d’ingrandimento compliance integrata, nuovi reati, whistleblowing

Leggi di più
News area Impresa

Approvata la legge di delegazione europea 2022 – 2023

Leggi di più
News area Impresa

Interventi a sostegno della competitività dei capitali: da Assonime l’analisi delle novità

Leggi di più
News area Lavoro

TFR e crediti di lavoro: le rilevazioni ISTAT di febbraio 2024

Leggi di più
News area Lavoro

Assegno di incollocabilità: età a 67 anni e adeguamento automatico

Leggi di più
News area Lavoro

Anticipo TFR e TFS Quota 100: come presentare la domanda

Leggi di più
News area Impresa

Professioni regolamentate: le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa

Leggi di più
News area Lavoro

Sanzioni amministrative INPS per omesse ritenute sotto soglia di nuovo al vaglio della Consulta

Leggi di più
News area Impresa

Stazioni appaltanti: pubblicato il regolamento in materia di qualificazione

Leggi di più

È necessario aggiornare il browser

Il tuo browser non è supportato, esegui l'aggiornamento.
Di seguito i link ai browser supportati

Se persistono delle difficoltà, contatta l'Amministratore di questo sito.
digital agency greenbubble