Fondi sanitari integrativi: Confprofessioni chiede correttivi sui termini di bilancio
E’ positive il parere di Confprofessioni sulla sostanziale revisione dell’articolo 29 del DL PNRR in materia di fondi sanitari e sociosanitari integrativi, frutto di un ampio consenso parlamentare e di un confronto costruttivo con le parti sociali. L’intervento normativo mette in sicurezza un settore che coinvolge circa 16 milioni di iscritti e 3 miliardi di euro di prestazioni annue, evitando distorsioni regolatorie e aggravi di costo. Permangono tuttavia alcune criticità applicative, in particolare con riferimento al termine di trasmissione dei bilanci fissato al 31 marzo, ritenuto eccessivamente restrittivo rispetto ai principi civilistici.
Confprofessioni ha espresso soddisfazione per la sostanziale riscrittura dell’articolo 29 del Dl PNRR in materia di fondi sanitari e sociosanitari integrativi. L’emendamento, condiviso da tutto l’arco parlamentare, mette in sicurezza un comparto da 16 milioni di iscritti e 3 miliardi di euro di prestazioni annue.«La profonda revisione del testo è il risultato di un dialogo costruttivo che ci ha visti protagonisti fin dalle prime fasi», dichiara Marco Natali, Presidente di Confprofessioni. «Avevamo prontamente segnalato i rischi di una norma che avrebbe compromesso la tenuta del sistema. Ringraziamo il Parlamento per aver accolto le nostre osservazioni, trovando un punto di equilibrio che tutela un pilastro essenziale del welfare italiano».La Confederazione sottolinea come l’ampio consenso raggiunto sull’emendamento confermi la validità delle istanze proposte. «Non ci siamo mai opposti al miglioramento della trasparenza, valore che riteniamo imprescindibile per il settore», prosegue Natali. «Tuttavia, era necessario evitare che logiche proprie di altri comparti o modelli sanzionatori generici snaturassero la funzione sociale dei fondi contrattuali. L’ascolto del Parlamento ha permesso di salvaguardare la sostenibilità del sistema, evitando inutili duplicazioni di costi che avrebbero sottratto risorse alle prestazioni sanitarie per i lavoratori».Nonostante il giudizio complessivamente positivo, Confprofessioni evidenzia la necessità di un ulteriore affinamento tecnico sul termine di trasmissione dei bilanci: la scadenza al 31 marzo appare troppo ristretta e in contrasto con i principi del Codice civile, che per le società prevede termini fino a 180 giorni.Copyright © - Riproduzione riservata
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