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Mercati dei capitali: in GU la riforma organica

Il d.lgs. 27 marzo 2026, n. 47, pubblicato in G.U. il 14 aprile 2026, riforma organicamente il TUF e alcune norme del codice civile in materia di società di capitali. La riforma razionalizza le categorie di OICR, ridefinendo Sicav e Sicaf secondo la distinzione tra gestione interna/esterna e tra gestori autorizzati e sotto soglia. Introduce la società di partenariato, OICR chiuso in forma di S.a.p.A., destinato a convogliare capitali verso private equity e venture capital. Viene estesa la disciplina dei comparti e introdotto il nuovo art. 39‑bis, che identifica le categorie di beni investibili. Rafforzato il sistema dei controlli, con maggiore coinvolgimento di Banca d’Italia e BCE. Aggiornata anche la governance delle società quotate, con obblighi di trasparenza su rischi informatici e uso dell’intelligenza artificiale.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 86 del 14 aprile 2026 Supplemento Ordinario n. 14 il decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 47 di attuazione della delega di cui all'articolo 19 della legge 5 marzo 2024, n. 21, per la riforma organica delle disposizioni in materia di mercati dei capitali recate dal testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e delle disposizioni in materia di società di capitali contenute nel codice civile, nonché per la modifica di ulteriori disposizioni vigenti al fine di assicurarne il miglior coordinamento.Il decreto prevede la razionalizzazione delle categorie di organismi di investimento. Sicav e Sicaf vengono ricollocate in un sistema più chiaro, fondato sulla distinzione tra gestione interna ed esterna e sulla differenziazione tra soggetti autorizzati e sotto soglia.Accanto a queste figure tradizionali il decreto ha previsto la società di partenariato, un OICR chiuso costituito in forma di società in accomandita per azioni, pensato per canalizzare capitali verso private equity e venture capital. Una scelta che punta a rafforzare il ruolo del mercato nella crescita delle imprese non quotate, con un veicolo societario più flessibile e più vicino alle logiche dell’investimento professionale.La riforma interviene anche sul fronte dei gestori, introducendo una distinzione netta tra gestori autorizzati e gestori sotto soglia registrati. Questi ultimi operano con regole semplificate, ma entro limiti patrimoniali precisi e con obblighi minimi di governance, trasparenza e gestione del rischio. L’obiettivo è favorire l’ingresso di operatori più piccoli e specializzati, senza rinunciare a un presidio regolamentare adeguato.Introdotta inoltre la disciplina dei comparti, ora estesa anche alle società di partenariato e alle Sicav/Sicaf in gestione interna. Ogni comparto diventa un patrimonio autonomo, con responsabilità e regole di funzionamento più chiare.Sul piano operativo, il decreto introduce un nuovo articolo 39‑bis che definisce in modo unitario le categorie di beni in cui gli OICR possono investire. La norma supera la frammentazione precedente e offre un quadro più lineare, che comprende strumenti finanziari, depositi, immobili, crediti e altre attività con valore determinabile.La riforma tocca anche il sistema dei controlli, con un rafforzamento del ruolo della Banca d’Italia e della BCE in diversi procedimenti autorizzativi. L’intento è allineare il TUF al quadro europeo dell’Unione bancaria, riducendo sovrapposizioni e rendendo più efficiente il processo di autorizzazione e vigilanza.Non mancano interventi sulla governance societaria, che viene aggiornata per includere temi attualmente centrali come la gestione dei rischi informatici e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Le società quotate dovranno rendicontare in modo più trasparente le politiche adottate su questi fronti.Il decreto entrerà in vigore il 29 aprile 2026.Copyright © - Riproduzione riservata

Decreto legislativo 27/03/2026, n. 47 (Gazzetta Ufficiale 14/04/2026 n. 86 Supplemento Ordinario n. 14)

Per approfondire questo argomento leggi anche: Cosa cambia con la riforma del TUF 2026 per gli amministratori Bruno Pagamici

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/15/mercati-capitali-gu-riforma-organica

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