Vai al contenuto Premi il tasto INVIO
Personalizza preferenze
PHPSESSID Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 mese
È un cookie nativo di PHP e consente al sito di memorizzare dati sullo stato della sessione.
privacy_consent Usato da: www.studiomarchetti.it Durata: 1 anno 1 mese 4 giorni
È un cookie tecnico utilizzato per memorizzare le preferenze sulla gestione dei cookie.
News area Lavoro

Catene di subappalto: verso una nuova direttiva UE?

Affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari per tutelare i diritti dei lavoratori e contrastare la criminalità organizzata, nonché l’afflusso di lavoratori irregolari da altri parti del mondo, in particolare nella disciplina degli appalti pubblici. E’ quanto chiede il Parlamento UE nella risoluzione 2025/2133, che invita l’ELA - European Labour Authority ad intensificare i controlli, in via congiunta con le autorità nazionali (per l’Italia, l’INL), sia nel rispetto degli standard minimi di salute e sicurezza, sia rafforzando l’informazione aziendale. L’azione complessiva da porre in essere dovrebbe avvenire senza aggravi di costi per le PMI, che rischiano di sopportare i maggiori danni dalle infiltrazioni mafiose. La risoluzione è l’avvio di un processo che dovrebbe condurre ad una nuova direttiva UE, rivolta a completare una serie di norme già esistenti.

Il Parlamento europeo, convocato il 12 febbraio 2026 scorso a Strasburgo, a larga maggioranza ha approvato una risoluzione (2025/2133) con la quale si sollecita l’intervento della Commissione e degli Stati membri per “affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari al fine di tutelare i diritti dei lavoratori”.Si tratta, in sostanza, dell’avvio di un processo che dovrebbe condurre ad una nuova direttiva rivolta a completare una serie di norme già esistenti, che, nel rispetto del principio di libertà di stabilimento delle imprese, intendono contrastare l’immigrazione irregolare e il ricorso a forme di caporalato dissimulate (come tipicamente per i finti “distacchi” di lavoratori, operati da imprese che dichiarano di avere sede in paesi dell’Est Europa, ma che in realtà operano esclusivamente nelle regioni europee più ricche).Ad essere interessata è, innanzitutto, la disciplina degli appalti pubblici, poiché il Parlamento UE si concentra sulla condizione del soggetto aggiudicatario della gara, raccomandando che le norme nazionali “incoraggino le imprese a disporre di personale interno sufficiente per attuare i progetti per i quali sono stati aggiudicati gli appalti”. In questo senso si invita la Commissione e gli Stati membri ad intervenire per “affrontare le pratiche illegali nelle catene di subappalto al fine di garantire la competitività delle imprese e condizioni di lavoro eque e sicure”, incoraggiando, in tale contesto, “rapporti di lavoro diretti nei settori ad alto rischio” (e cioè nell’edilizia, nell’agricoltura, nel settore turistico, nei servizi di pulizia e nel lavoro assistenziale; ed ancora, nei trasporti e nella logistica, nel lavoro domestico, nella trasformazione delle carni e dei prodotti alimentari).A voler intendere bene l’oggetto della risoluzione, si deve sottolineare come questa si muova in parziale controtendenza rispetto alla legislazione italiana che, nel solo settore privato, grava le società committenti di responsabilità solidale per le obbligazioni assunte dall’appaltatrice (D.Lgs. n. 276/2003: c.d. legge Biagi).Qui invece si riconosce l’importanza degli appalti, come strumenti di flessibilità, utili anche alle PMI, ma pure si rileva l’esigenza di “rafforzare la trasparenza e la responsabilità lungo l’intera catena di approvvigionamento”, in quanto - afferma la risoluzione - catene di subappalto lunghe e complesse possono “falsare la concorrenza leale, oscurare la responsabilità, minare i diritti dei lavoratori e accrescere i rischi connessi alle frodi, allo sfruttamento della manodopera, alle infiltrazioni criminali e alla salute e sicurezza dei lavoratori”.Dunque, a venire in rilievo è la figura dell’appaltatore, specie se vincitore di un bando pubblico, cui si chiede sia imposto un obbligo di controllo e verifica sulla scelta di soggetti terzi cui affidare in subappalto (art. 1656 c.c.), ove questo rimanga ancora possibile, una parte delle lavorazioni oggetto della gara. Tanto che si auspica che venga rafforzata la responsabilità in solido “per garantire che il contraente principale si assuma la responsabilità generale dei servizi forniti all’interno dell’intera catena di subappalto”.In questo senso, anzi, la risoluzione potrebbe avere un effetto immediato già a breve, posto che il Parlamento UE “esorta la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l’inclusione di disposizioni in materia di benefici per le comunità negli appalti pubblici e nei progetti finanziati dall’UE, come l’obbligo per i contraenti e i subappaltatori di contribuire allo sviluppo delle competenze locali o alla realizzazione di iniziative di inclusione sociale, garantendo così che gli investimenti pubblici abbiano effetti di ricaduta positivi”.L’invito ad affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari, come si è anticipato, non risponde solo ad un’esigenza di tutela dei diritti dei lavoratori, ma anche ad una volontà di contrastare la criminalità organizzata e l’afflusso di lavoratori irregolari da altri parti del mondo.Il Parlamento europeo, a riguardo, sottolinea che, secondo dati dell’Europol, una percentuale enorme (pari cioè all’86%) della criminalità organizzata europea “utilizza strutture imprenditoriali legali nell’ambito delle relative attività criminali”, con evidente e grave minaccia per la leale concorrenza nel mercato unico. In questo senso non stupisce che il Parlamento UE inviti l’Autorità Europea del Lavoro (ELA - European Labour Authority), istituita a seguito del Regolamento UE n. 2019/1149, ad intensificare i controlli, in via congiunta con le autorità nazionali (per l’Italia, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro), per evitare i rischi di sfruttamento e abuso della manodopera nel contesto delle catene di subappalto, nonché per combattere le forme fraudolente di intermediazione del lavoro (come nel caso, prima richiamato, di fittizie imprese “di somministrazione”).L’invito ad aumentare i controlli, anzi, si rivolge a tutte le istituzioni pubbliche e alle parti sociali, sia con riguardo agli aspetti che riguardano il rispetto degli standard minimi di salute e sicurezza, sia rafforzando l’informazione aziendale.L’azione complessiva da porre in essere, sottolinea il Parlamento europeo, dovrebbe avvenire senza aggravi di costi per le PMI, anche a ragione del fatto che sono proprio le piccole e medie imprese che rischiano di sopportare i maggiori danni dalle infiltrazioni mafiose, poiché rischiano di dover competere con soggetti che fanno della prevaricazione e dell’illegalità uno strumento di quotidiana gestione dell’impresa, di modo che proprio in questa direzione si invitano gli Stati membri a “sostenere l’ELA e le autorità nazionali nella lotta contro gli abusi e le attività criminali”.Copyright © - Riproduzione riservata

Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/18/catene-subappalto-nuova-direttiva-ue

altre news

News area Impresa

Cripto attività: previste sanzioni amministrative e penali per operatori e management

Leggi di più
News area Lavoro

Fondo assistenza disabili: pronto il piano di riparto delle risorse 2019

Leggi di più
News area Lavoro

Relazione annuale INAIL 2024: crescono le malattie professionali

Leggi di più
News area Impresa

Cosa fa il commissario giudiziale nel concordato preventivo con riserva

Leggi di più
News area Lavoro

Carta “Dedicata a te” 2025: liste definitive dei beneficiari

Leggi di più
News area Lavoro

Alluvioni Emilia Romagna: criteri di calcolo della disoccupazione agricola

Leggi di più
News area Impresa

Contributo di vigilanza: al 4,5% l'aliquota per il calcolo degli oneri di gestione

Leggi di più
News area Lavoro

Confprofessioni, Marco Natali: fondamentale potenziare il ruolo dei professionisti per lo sviluppo del Paese

Leggi di più
News area Impresa

Settore fieristico: risposte alle domande frequenti (FAQ) sulle Linee guida

Leggi di più

È necessario aggiornare il browser

Il tuo browser non è supportato, esegui l'aggiornamento.
Di seguito i link ai browser supportati

Se persistono delle difficoltà, contatta l'Amministratore di questo sito.
digital agency greenbubble