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Arbitrato negli Stati Uniti: la clausola arbitrale esclude sempre il giudice ordinario?

Negli USA le clausole arbitrali sono diventate uno strumento sempre più diffuso e spesso standard nei contratti commerciali tra imprese, nei contratti con i consumatori e nei contratti di lavoro. Esse prevedono che, in caso di insorgenza di una controversia tra le parti, la stessa debba essere risolta mediante arbitrato, con la conseguenza che le parti, in linea di principio, non possono adire un giudice ordinario. Ma è sempre così?

Sebbene l’arbitrato presenti numerosi vantaggi rispetto alla risoluzione delle controversie tramite un procedimento giudiziario tradizionale, esistono anche svantaggi e situazioni nelle quali le parti, pur avendo sottoscritto un contratto contenente una clausola arbitrale, possono preferire adire il giudice ordinario.Negli Stati Uniti esistono diverse situazioni nelle quali una parte può cercare di evitare l’applicazione di una clausola arbitrale e procedere invece dinanzi ai tribunali ordinari. Per questo motivo, è fondamentale che una società che operi o intenda operare nel mercato statunitense sia consapevole non solo degli strumenti eventualmente a propria disposizione per evitare il ricorso all’arbitrato, ma anche delle possibili strategie che la controparte contrattuale potrebbe adottare per invalidare l’efficacia della clausola arbitrale.Che cos’è l’arbitratoL’arbitrato è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie attraverso il quale le parti concordano di affidare la decisione di una disputa non a un giudice statale, bensì a uno o più arbitri indipendenti e imparziali.Tale meccanismo ha natura privatistica e si fonda sul consenso delle parti, espresso generalmente in una clausola inserita nel contratto prima dell’insorgere di eventuali controversie oppure in un accordo concluso successivamente alla nascita della disputa.Il procedimento arbitrale si svolge secondo regole stabilite dalle parti stesse o da istituzioni arbitrali, come per esempio, negli Stati Uniti, JAMS o l’American Arbitration Association, e si conclude con un lodo arbitrale, detto arbitral award, che, in linea generale, ha efficacia vincolante, è soggetto a possibilità di impugnazione molto limitate ed è generalmente equiparabile, sotto il profilo esecutivo, a una decisione resa da un giudice ordinario.Come può essere formulata una clausola arbitrale tipo negli USA?Una clausola arbitrale standard negli Stati Uniti, che preveda ad esempio New York come sede dell’arbitrato, può essere formulata nei seguenti termini.

Any dispute, controversy, or claim arising out of or relating to this agreement, including its formation, interpretation, breach, termination, or validity, shall be finally resolved by binding arbitration. The arbitration shall be administered by the American Arbitration Association (“AAA”) in accordance with its Commercial Arbitration Rules then in effect.The arbitration shall be conducted before a single arbitrator (unless the parties agree otherwise) and shall take place in New York, New York United States. The language of the arbitration shall be English.Judgment on the award rendered by the arbitrator may be entered in any court of competent jurisdiction. The parties agree that the arbitration award shall be final and binding, and that they waive any right to a trial by jury to the fullest extent permitted by law.Each party shall bear its own costs and attorneys’ fees, unless the arbitrator determines otherwise in accordance with applicable law or the AAA Rules.”
La clausola appena illustrata a titolo esemplificativo è una clausola base, che rappresenta un modello tipico ma semplificato di clausola arbitrale; nella prassi contrattuale, tuttavia, tali disposizioni possono essere significativamente più articolate e complesse, in funzione delle specifiche esigenze delle parti, della tipologia di contratto e delle regole dell’istituzione arbitrale scelta.Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’arbitrato negli USASebbene in alcuni casi le parti possano preferire non ricorrere all’arbitrato, esso presenta diversi vantaggi che ne hanno favorito la diffusione. Tra i principali si annoverano la maggiore rapidità rispetto ai procedimenti giudiziari ordinari, la riservatezza del procedimento, che consente di evitare la pubblicità tipica dei processi in tribunale, e la possibilità per le parti di scegliere arbitri dotati di competenze specifiche nella materia oggetto della controversia. Inoltre, i lodi arbitrali sono generalmente riconosciuti ed eseguibili in numerosi ordinamenti grazie a convenzioni internazionali come la Convenzione di New York del 1958.Tuttavia, l’arbitrato presenta anche alcuni svantaggi: i costi possono risultare elevati, soprattutto in procedimenti complessi o con collegi arbitrali plurimi, e le possibilità di impugnazione del lodo sono generalmente molto limitate, riducendo i margini di controllo giurisdizionale. Inoltre, la rigidità derivante dalla presenza di una clausola arbitrale può risultare sfavorevole per la parte che avrebbe preferito adire il giudice ordinario, soprattutto in caso di squilibri contrattuali tra le parti o quando la clausola preveda la risoluzione della controversia mediante arbitrato amministrato da un’istituzione straniera, ad esempio la Camera Arbitrale di Milano, anche qualora la controversia sia localizzata negli Stati Uniti.Quali strategie processuali in caso di arbitrato nei contratti commercialiNei rapporti tra imprese, in particolare nell’ambito dei contratti internazionali tra società europee e statunitensi, può accadere come anticipato che, in caso di controversia, una delle parti non intenda dare esecuzione alla clausola arbitrale e preferisca instaurare un procedimento dinanzi a un giudice ordinario. Ciò si verifica, ad esempio, quando la clausola arbitrale non è redatta secondo gli standard maggiormente diffusi e, per esempio, prevede una sede arbitrale in Europa, come la Camera Arbitrale di Milano o altre istituzioni arbitrali internazionali, pur in presenza di una controversia strettamente collegata agli Stati Uniti.Sotto il profilo pratico, infatti, la presenza di una clausola arbitrale nel contratto non implica necessariamente che la controversia debba essere introdotta sin dall’inizio davanti a uno o più arbitri. È infatti possibile che una parte promuova un’azione giudiziaria dinanzi a un tribunale nazionale negli Stati Uniti, per esempio a New York, nonostante l’esistenza di un accordo arbitrale. In tale ipotesi, la controparte può eccepire la validità e l’efficacia della clausola arbitrale. Qualora tale eccezione venga sollevata, ove accolta, essa comporta generalmente la sospensione del procedimento giudiziario ordinario e il rinvio delle parti all’arbitrato, in conformità a quanto previsto dal contratto tra le parti.Qualora, tuttavia, tale eccezione non venga sollevata, il procedimento può proseguire dinanzi al giudice ordinario e lo stesso non può obbligare le parti a risolvere la controversia tramite l’arbitrato.Arbitrato e contratti con consumatori: cosa dice la teoria dell’uncoscionabilityNegli Stati Uniti, i consumatori possono contestare la validità di una clausola arbitrale inserita in un contratto da essi sottoscritto. Infatti, sebbene il Federal Arbitration Act negli Stati Uniti favorisca in modo significativo l’esecuzione delle clausole arbitrali, la giurisprudenza delle corti federali e statali riconosce che tali clausole restano soggette ai principi generali del diritto contrattuale, inclusa la possibilità di essere invalidate o non applicate quando risultino “unconscionable” o altrimenti non valide ai sensi del diritto applicabile.Più nello specifico, nei contratti con i consumatori, le clausole arbitrali non sono automaticamente invalide, ma possono essere oggetto di controllo giudiziale qualora presentino elementi di significativa ingiustizia o squilibrio. In particolare, la dottrina dell’unconscionability, riconosciuta nella maggior parte degli ordinamenti statali statunitensi, richiede generalmente una valutazione combinata di due profili: la “procedural unconscionability”, che riguarda le modalità di formazione del contratto (ad esempio l’assenza di reale possibilità di negoziazione, la collocazione poco evidente della clausola arbitrale o la complessità del linguaggio utilizzato, tale da incidere sulla reale consapevolezza del consumatore circa la rinuncia al diritto di adire un giudice), e la “substantive unconscionability”, che attiene invece al contenuto della clausola, come costi arbitrali eccessivamente gravosi, limitazioni ingiustificate dei rimedi disponibili o asimmetrie significative nei diritti e obblighi delle parti.Quando tali elementi sono presenti, su richiesta del consumatore, i giudici possono dichiarare la clausola arbitrale inapplicabile, oppure limitarne la portata, pur in un sistema in cui la politica federale rimane generalmente favorevole all’arbitrato.Arbitrato e contratti di lavoro: quando è possibile adire comunque un giudice ordinarioAnche nel caso dei contratti di lavoro, nonostante un dipendente abbia sottoscritto una clausola arbitrale obbligatoria, è comunque possibile adire un giudice in determinate circostanze grazie all’Ending Forced Arbitration of Sexual Assault and Sexual Harassment Act, approvato negli Stati Uniti nel 2022. Tale legge federale prevede, infatti, che le clausole di arbitrato preventivo non siano più automaticamente vincolanti per i lavoratori nelle controversie relative a molestie sessuali o aggressioni sessuali sul luogo di lavoro. Di conseguenza, il lavoratore può scegliere se procedere in sede arbitrale oppure promuovere un’azione davanti a un tribunale ordinario, anche qualora il contratto inizialmente firmato disponga diversamente. La decisione spetta esclusivamente al dipendente, rafforzando così il principio di accesso alla giustizia e la tutela delle vittime in controversie di natura particolarmente sensibile.Questa disciplina è particolarmente rilevante per le aziende che operano negli Stati Uniti, poiché, nei casi di molestie o aggressioni sessuali sul luogo di lavoro, la possibilità per il dipendente di evitare l’arbitrato può incidere significativamente sulla gestione del contenzioso, anche in considerazione della maggiore esposizione pubblica tipica dei procedimenti giudiziari rispetto a quelli arbitrali, i quali invece garantiscono generalmente un livello più elevato di riservatezza.ConclusioniL’inserimento di una clausola arbitrale in un contratto ha generalmente l’obiettivo di rendere più prevedibile il metodo di risoluzione delle controversie e, in una giurisdizione come quella statunitense, di evitare il ricorso al giudice ordinario, che può comportare costi elevati, tempi lunghi e una significativa esposizione mediatica per l’azienda.Tuttavia, la presenza di una clausola arbitrale non garantisce sempre che la controversia venga effettivamente risolta in sede arbitrale, poiché la sua validità o applicabilità può essere contestata in determinate circostanze. È quindi importante che le aziende che operano o intendono operare negli Stati Uniti siano consapevoli di questa possibilità anche sotto il profilo strategico, soprattutto al fine di incentivare la risoluzione delle controversie attraverso strumenti negoziali o di mediazione prima che diventi necessario ricorrere a un terzo neutrale per la decisione della disputa.Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/06/03/arbitrato-uniti-clausola-arbitrale-esclude-giudice-ordinario

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