Ricerca finanziaria per gli investimenti: come le modifiche del TUF favoriscono le PMI
Con il recepimento della Direttiva (UE) n. 2024/2811 attraverso il D.Lgs. n. 86/2026 il legislatore italiano introduce nel TUF l’art. 21-bis, dedicato alla ricerca in materia di investimenti, ossia al processo di raccolta e valutazione delle informazioni finanziarie ed economiche che gli investitori richiedono per prendere decisioni finanziarie corrette. La riforma si inserisce nel più ampio pacchetto europeo del Listing Act e mira a contrastare uno degli effetti più discussi della disciplina MiFID II (Direttiva (UE) n. 2014/65/UE): la progressiva riduzione della copertura delle analisi finanziarie sulle società di minori dimensioni. Le disposizioni di modifica del TUF favoriscono la visibilità delle PMI per gli investitori perché introducono regole specifiche per la ricerca sponsorizzata dagli emittenti. Inoltre, per banche, SIM, SGR e consulenti si apre una fase di adeguamento che richiederà nuove procedure di controllo, gestione dei conflitti di interesse e verifica della qualità della ricerca distribuita agli investitori. Cosa cambia?
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