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Caso Lukoil e abuso di posizione dominante: la Corte UE definisce l’uso dei criteri Bronner

Assonime, nel caso n. 5/2026, analizza la sentenza Lukoil della Corte di giustizia UE che chiarisce l’applicabilità dei criteri Bronner nei dinieghi di accesso ad infrastrutture privatizzate o gestite in concessione. La Corte UE afferma che l’origine pubblica dell’infrastruttura o il suo finanziamento con risorse pubbliche non escludono automaticamente tali criteri, che devono essere valutati alla luce delle circostanze concrete, incluse modalità di acquisizione e autonomia decisionale dell’impresa dominante. I criteri Bronner si applicano quando l’infrastruttura è stata acquisita a condizioni di mercato e l’impresa esercita un controllo sostanziale, anche tramite diritti esclusivi. La pronuncia conferma la persistente rilevanza di Bronner nei mercati infrastrutturali tradizionali e offre una chiave interpretativa per l’applicazione futura dell’art. 102 TFUE, in un contesto di progressiva ridefinizione del ruolo dei criteri nei casi di rifiuto di accesso.

Assonime ha pubblicato, il 6 luglio 2026, il caso n. 5/2026 dal titolo “Abuso di posizione dominante per diniego di accesso ad infrastrutture privatizzate: i chiarimenti della Corte di giustizia nel caso Lukoil”.In particolare Assonime evidenzia che la sentenza Lukoil (C-245/24), pronunciata dalla Corte di giustizia il 18 dicembre 2025, costituisce un'importante tappa nella recente evoluzione della giurisprudenza sull'articolo 102 TFUE relativa ai rifiuti di accesso. In un contesto segnato dal progressivo ridimensionamento dell'ambito di applicazione dei criteri elaborati nella sentenza Bronner e dalle incertezze generate dalla più recente giurisprudenza – in particolare dalla sentenza Android Auto – la Corte chiarisce a quali condizioni tali criteri trovino applicazione nei casi di diniego di accesso ad infrastrutture appartenute a precedenti monopoli pubblici e successivamente privatizzate o gestite in regime di concessione.La pronuncia esclude che l'origine pubblica dell'infrastruttura o il suo finanziamento con risorse pubbliche comportino, di per sé, l'inapplicabilità dei criteri Bronner. La relativa valutazione deve essere invece condotta alla luce delle circostanze concrete del caso, con particolare riguardo alle modalità di acquisizione dell'infrastruttura e al grado di autonomia decisionale dell'impresa dominante. In tale prospettiva, la Corte UE chiarisce che i criteri Bronner trovano applicazione quando l'infrastruttura sia stata acquisita a condizioni di mercato e l'impresa disponga di un pieno controllo e un'effettiva autonomia nel decidere se concedere o negare l'accesso. Essa precisa inoltre che la proprietà dell'infrastruttura non costituisce un requisito necessario, essendo sufficiente un controllo sostanzialmente equivalente, come quello derivante da diritti esclusivi attribuiti mediante concessione. Nelle sue conclusioni, Assonime rileva che la sentenza Lukoil si inserisce in una fase di profonda ridefinizione dei confini della giurisprudenza Bronner e di crescente incertezza sul ruolo dei relativi criteri nell'applicazione dell'articolo 102 TFUE ai rifiuti di accesso. Negli ultimi anni, la Corte di giustizia ne ha progressivamente circoscritto l'ambito applicativo, escludendone la rilevanza in una pluralità di fattispecie diverse dalle «circostanze proprie della causa Bronner». Tale evoluzione ha ampliato gli spazi di intervento dell'articolo 102 TFUE e, parallelamente, ridotto le possibilità per le imprese dominanti di invocare le garanzie sottese ai criteri Bronner. Questa tendenza ha raggiunto uno dei suoi punti più avanzati con la sentenza Android Auto, che ha escluso l'applicazione dei criteri Bronner – e, in particolare, del requisito dell'indispensabilità – ogni qualvolta l'obbligo di accesso non incida in modo sostanziale sul modello di business della piattaforma dominante. Una simile impostazione, se generalizzata, avrebbe rischiato di confinare Bronner a un ruolo marginale, non solo nei mercati digitali, ma anche nei settori infrastrutturali tradizionali. La sentenza riveste particolare rilievo sotto un duplice profilo: - da un lato, essa segnala che la giurisprudenza Bronner conserva rilevanza nei mercati infrastrutturali tradizionali, nei quali i relativi criteri continuano a svolgere una funzione essenziale di bilanciamento tra tutela della concorrenza e protezione degli incentivi all'investimento; - dall'altro, chiarisce che, anche in presenza di infrastrutture derivanti da monopoli statali o realizzate mediante fondi pubblici, l'applicazione dei criteri Bronner non può essere esclusa a priori, ma deve essere valutata caso per caso, offrendo una chiave interpretativa per la futura applicazione dell'articolo 102 in questi casi. Copyright © - Riproduzione riservata

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/07/07/lukoil-abuso-posizione-dominante-corte-ue-definisce-uso-criteri-bronner

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