Appalti: gli orientamenti della giurisprudenza sull’accesso agli atti di gara
Con il Caso 6/2026, Assonime analizza gli orientamenti giurisprudenziali in materia di accesso agli atti di gara, tema centrale nel diritto dei contratti pubblici per garantire controllo sull’operato delle stazioni appaltanti e tutela degli operatori economici. L’esercizio del diritto di accesso richiede un bilanciamento tra trasparenza, riservatezza dei dati personali, protezione dei segreti tecnici e commerciali e diritto alla difesa, nel rispetto del principio di proporzionalità. La giurisprudenza amministrativa ha progressivamente definito criteri applicativi più chiari, riducendo l’incertezza interpretativa e delimitando la discrezionalità delle amministrazioni. Il Caso esamina gli orientamenti relativi agli articoli 35 e 36 del Codice dei contratti pubblici, soffermandosi su accesso e protezione dei dati, limiti legati ai segreti tecnici e commerciali e profili dell’accesso difensivo, anche alla luce dei rilievi della Commissione europea. Il quadro ricostruito offre indicazioni operative rilevanti per stazioni appaltanti e operatori economici.
Assonime ha pubblicato sul proprio sito istituzionale il Caso 6/2026 dal titolo “Accesso agli atti di gara: gli orientamenti della giurisprudenza sul bilanciamento tra trasparenza, riservatezza e tutela della concorrenza” in cui evidenzia che nel diritto dei contratti pubblici, la conoscenza degli atti delle procedure di affidamento costituisce uno strumento essenziale di controllo sul corretto operato della stazione appaltante e di tutela degli operatori economici.L'esercizio del diritto di accesso può tuttavia incidere su interessi contrapposti, quali:- la riservatezza dei dati personali,- la protezione dei segreti tecnici e commerciali,- il diritto a un'effettiva tutela giurisdizionale.La disciplina richiede pertanto un delicato bilanciamento tra esigenze di trasparenza e tutela delle informazioni riservate, da effettuare nel rispetto del principio di proporzionalità e del criterio del minimo sacrificio necessario per l'interesse inciso.La giurisprudenza amministrativa è intervenuta più volte per precisare i criteri che devono guidare tale valutazione, contribuendo a ridurre i margini di incertezza interpretativa e a delimitare l'ambito della discrezionalità riconosciuta alle stazioni appaltanti.Il Caso esamina i principali orientamenti giurisprudenziali formatisi in relazione agli articoli 35 e 36 del Codice dei contratti pubblici, che disciplinano l'accesso agli atti di gara da parte dei partecipanti alla procedura.In particolare, vengono analizzati:- gli approdi interpretativi riguardanti il rapporto tra il diritto di accesso e la disciplina in materia di protezione dei dati personali, con specifico riferimento alle procedure svolte mediante inversione procedimentale;- i presupposti necessari per opporsi all'accesso alle informazioni costituenti segreti tecnici o commerciali;- gli orientamenti in materia di accesso difensivo e i dubbi di compatibilità con il diritto dell'Unione europea sollevati dalla Commissione europea in relazione alla generale prevalenza attribuita dall'ordinamento interno alle esigenze di difesa rispetto alla tutela dei segreti tecnici e commerciali.Gli orientamenti esaminati contribuiscono a delineare un quadro interpretativo più stabile della disciplina dell'accesso agli atti di gara, offrendo indicazioni di particolare rilievo sia per le stazioni appaltanti chiamate ad assumere le decisioni sull'ostensione della documentazione, sia per gli operatori economici interessati a tutelare i propri diritti e le proprie informazioni riservate.Copyright © - Riproduzione riservata
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