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Esonero contributivo conciliazione famiglia-lavoro: requisiti e regole

Esonero dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino all’1% e nel limite di 50.000 euro annui, per le aziende che conseguono la certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro secondo la UNI/PdR 192:2026. Il decreto firmato dai Ministri del Lavoro e dell’Economia definisce requisiti e modalità di accesso all’agevolazione: la certificazione ha una validità di 36 mesi e il beneficio, parametrato su base mensile, spetta per il relativo periodo e comunque non oltre il 31 dicembre 2028. Per ottenere l’esonero sarà necessario presentare domanda telematica all’INPS, secondo le istruzioni dell’Istituto. In caso di risorse insufficienti rispetto alle richieste ammissibili, l’importo dell’agevolazione sarà proporzionalmente ridotto.

Il decreto interministeriale firmato l’11 settembre 2026 dà attuazione all’art. 6 del D.L. 30 aprile 2026, n. 62, convertito con modificazioni dalla L. 25 giugno 2026, n. 112, disciplinando le modalità di concessione dell’agevolazione alle aziende in possesso della specifica certificazione prevista dall’art. 8, comma 1, lett. e), del D.Lgs. n. 184/2025.La misura opera a decorrere dal 2026 e collega quindi il riconoscimento di un vantaggio contributivo all'adozione certificata di politiche aziendali orientate al bilanciamento tra esigenze professionali e familiari.I parametri minimi da rispettare per il conseguimento della certificazione per la conciliazione tra famiglia e Lavoro sono quelli individuati dalla UNI/PdR 192:2026, pubblicata il 14 aprile 2026 e denominata “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie”.La prassi di riferimento prevede specifici KPI – Key Performance Indicator relativi alle politiche aziendali di sostegno alla famiglia, con particolare attenzione alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura familiare. La certificazione deve essere rilasciata da organismi di valutazione della conformità accreditati per questo specifico ambito e ha una validità di 36 mesi.Esonero contributivoPer le aziende certificate il decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali complessivi a carico del datore di lavoro. L'INPS può autorizzare l'agevolazione in misura non superiore all'1%, fermo restando il limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda.L'esonero viene parametrato su base mensile e fruito direttamente in riduzione dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, in relazione alle mensilità per le quali risulta valida la certificazione.Il beneficio è riconosciuto a decorrere dalla data di entrata in vigore della L. n. 112/2026 e può essere fruito per il periodo di validità della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre 2028.Domanda telematica all’INPSLe aziende interessate devono presentare un'apposita domanda all'INPS esclusivamente in modalità telematica, tramite il rappresentante legale, un suo delegato oppure uno dei soggetti abilitati ai sensi dell'art. 1, comma 1, della L. n. 12/1979. Termini e modalità operative saranno stabiliti dall'INPS attraverso specifiche istruzioni.Possono essere ammessi all'agevolazione con riferimento all'intero periodo di validità della certificazione, sempre entro il limite temporale del 31 dicembre 2028.Oltre ai dati identificativi dell'azienda, dovranno essere comunicati la retribuzione media mensile globale stimata, l'aliquota datoriale media stimata e la forza aziendale media stimata, riferite al periodo di validità della certificazione. Dovranno inoltre essere attestati il possesso della certificazione in corso di validità, il relativo identificativo alfanumerico, l'organismo accreditato che l'ha rilasciata e la data di rilascio. L'azienda dovrà infine dichiarare di non essere stata destinataria di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi.Possibile riduzione dell’esoneroIl riconoscimento dell'incentivo è subordinato alle risorse finanziarie disponibili per l'annualità di riferimento: qualora tali risorse non siano sufficienti rispetto al numero complessivo delle domande ammissibili, l'agevolazione spettante viene proporzionalmente ridotta, così da favorire il più ampio accesso alla misura.Revoca o rinuncia alla certificazioneIn caso di rinuncia o revoca, l'azienda è tenuta a darne tempestiva comunicazione sia all'INPS sia al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministry.La permanenza della certificazione costituisce infatti il presupposto per la fruizione dell'esonero nelle relative mensilità.Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/09/12/conciliazione-famiglia-lavoro-esonero-contributivo-aziende-certificate

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