Caro Carburante: rischio di grave crisi di liquidità nel settore dell’autotrasporto
CNA Fita denuncia il rischio di una grave crisi di liquidità nel settore dell’autotrasporto, avvertendo che nei prossimi mesi molte imprese potrebbero non essere più in grado di sostenere i costi del carburante, con la conseguente paralisi di parte della flotta nazionale. Pur riconoscendo gli interventi adottati dal Governo, l’associazione li ritiene insufficienti rispetto all’aumento dei costi energetici e operativi. Per affrontare l’emergenza propone un Patto sociale sui carburanti, basato su misure immediate e strutturali volte a garantire liquidità alle imprese, rendere effettivo il meccanismo del fuel surcharge, semplificare i crediti d’imposta, aggiornare i parametri di riferimento dei costi di esercizio, rafforzare la sicurezza delle aree di sosta e promuovere iniziative in sede europea per alleggerire il carico fiscale sul gasolio.
Con un comunicato stampa del 22 settembre 2026 CNA Fita lancia un allarme: “senza interventi immediati, nei prossimi mesi numerosi mezzi pesanti rischiano di rimanere fermi nei piazzali. Non per uno sciopero proclamato, ma perché molte imprese di autotrasporto potrebbero non disporre più della liquidità necessaria per acquistare il gasolio”. La confederazione riconosce lo sforzo compiuto dal Governo attraverso i crediti d’imposta e il taglio delle accise, misure tuttavia insufficienti di fronte all’aggravarsi della crisi energetica e all’aumento dei costi operativi.Per impedire che l’emergenza diventi irreversibile, CNA Fita propone un Patto sociale sui carburanti: un pacchetto di interventi immediati e strutturali per sostenere le piccole e medie imprese, ripartire correttamente i maggiori oneri lungo la filiera e contrastare ogni forma di speculazione.Il Patto dovrà prevedere:- l’applicazione vincolante del fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti;- risorse straordinarie e immediate per la liquidità di tutte le imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli;- la semplificazione e l’accelerazione dei crediti d’imposta;- l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, indicando l’incidenza del carburante e includendo i costi dei noli marittimi;- un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali contro i furti di gasolio;- un’iniziativa del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva sulle accise e ridurre la soglia minima del gasolio commerciale.CNA Fita sottolinea che “La proclamazione di un fermo resta sempre l’extrema ratio. Ma qui non si tratta di annunciare una protesta: il rischio concreto è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento. Serve subito un Patto sociale sui carburanti per garantire la continuità dell’autotrasporto e tutelare un settore indispensabile all’intera economia nazionale”.Copyright © - Riproduzione riservata
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