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Fintech, blockchain e IA: la tecnologia a sostegno della tecnofinanza

Lo sviluppo delle applicazioni del fintech, della blockchain e dell’intelligenza artificiale nei settori finanziario, creditizio e assicurativo e dei mercati regolamentati trovano nuova linfa nel decreto Crescita. In particolare, viene prevista una sperimentazione di 18 mesi, con condizioni agevolate, per consentire a nuovi operatori di entrare nel mercato in maniera semplificata, pur all’interno di regole ben definite, a tutela di consumatori e investitori. Un primo passo importante per rimuovere ostacoli normativi allo sviluppo di attività innovative. Inoltre, viene costituito il Comitato Fintech che monitorerà gli sviluppi della sperimentazione e dello svolgimento delle attività.

Il decreto Crescita introduce una sperimentazione “light” per le applicazioni della tecno-finanza (Fintech) e per l’utilizzo di blockchain e intelligenza artificiale nei settori finanziario, creditizio e assicurativo e dei mercati regolamentati per consentire a nuovi operatori di entrare nel mercato in maniera semplificata, pur all’interno di regole ben definite.

E’ previsto che il Ministero dell’Economia e delle Finanze adotti, entro 180 giorni dalla conversione in legge del decreto Crescita, uno o più regolamenti per definire le condizioni e le modalità di svolgimento di una sperimentazione legata alle attività citate.

L’esperimento avrà una durata limitata nel tempo e prevede agevolazioni amministrative sotto forma di semplificazioni degli adempimenti e tempi ridotti di concessione, oltre che requisiti patrimoniali ridotti rispetto a quanto previsto per la normale operatività nel settore.

Sarà il regolamento ministeriale a stabilire i requisiti per l’ammissione e il perimetro di operatività, garantendo adeguate forme di informazione e protezione a favore di consumatori e investitori.

Alla fine della sperimentazione le autorità avranno inoltre la facoltà di autorizzare l’attività degli “startupper” che hanno precedentemente partecipato alla sperimentazione, sulla base di un’interpretazione aggiornata della legislazione vigente nel settore.

Un comitato interministeriale, il Comitato Fintech, monitorerà inoltre gli sviluppi della sperimentazione e delle attività collegate.

Analizziamo la norma nel dettaglio, approfondendo gli elementi di novità.

“Al fine di promuovere e sostenere l’imprenditoria, di stimolare la competizione nel mercato e di assicurare la protezione adeguata degli investitori”, recita l’art. 36 del decreto legge, “il Ministero delle Finanze […] adotta, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, uno o più regolamenti per definire le condizioni e le modalità di svolgimento di una sperimentazione relativa alle attività di tecnofinanza volte al perseguimento, mediante nuove tecnologie quali l'intelligenza artificiale e i registri distribuiti, dell'innovazione di servizi e di prodotti nei settori finanziario, creditizio, assicurativo e dei mercati regolamentati”.

La sperimentazione ha durata di 18 mesi ed è caratterizzata da:

- requisiti patrimoniali ridotti;

- adempimenti semplificati e proporzionati al tipo di attività da svolgere;

- procedure autorizzative snelle e tempestive;

- perimetri di operatività ben definiti.

È demandato al regolamento attuativo la definizione dei criteri e delle regole per determinare:

- i requisiti di ammissione alla sperimentazione;

- i requisiti patrimoniali;

- gli adempimenti necessari per l’ammissione;

- il perimetro di operatività;

- gli obblighi informativi a carico dei richiedenti;

- i tempi per il rilascio di autorizzazioni;

- i requisiti di professionalità degli esponenti aziendali;

- i profili di governo societario e di gestione del rischio;

- le forme societarie ammissibili, che in deroga possono anche essere diverse da quelle previste dal TUB e dal codice delle assicurazioni;

- le eventuali garanzie finanziarie;

- l’iter successivo al termine della sperimentazione.

Il regolamento dovrà in ogni caso garantire adeguate forme di informazione e di protezione a favore di consumatori e investitori, nonché del corretto funzionamento dei mercati.

Il ruolo delle autorità, ciascuna per il proprio ambito di competenza, è cruciale per la buona riuscita della sperimentazione. Nel rispetto delle norme previste dal regolamento, ognuna tra Banca d’Italia, Consob e Ivass ha facoltà, individualmente o in raccordo con le altre, di adottare iniziative per la sperimentazione delle attività.

Peraltro, nelle more di eventuali adeguamenti normativi possono autorizzare temporaneamente i soggetti che hanno partecipato alla sperimentazione, al termine dei 18 mesi, a operare nel mercato sulla base di un'interpretazione aggiornata della legislazione vigente specifica del settore.

Ogni anno le autorità redigeranno una relazione analitica sull’andamento del progetto per valutare lo stato dell’arte del settore Fintech e suggerire eventuali modifiche normative.

Nel loro compito di supervisione possono stipulare singolarmente o in collaborazione tra loro, accordi con Università e centri di ricerca aventi ad oggetto lo studio dell’applicazione dell’artificial intelligence, dei distributed ledger, e in generale riguardante la formazione del personale sui temi citati.

È istituito inoltre un comitato interministeriale preposto allo scopo, il Comitato Fintech, che ha lo scopo di individuare gli obiettivi prioritari e definire programmi d’azione per lo sviluppo del Fintech, di formulare proposte di carattere normativo oltre che agevolare il contatto tra gli operatori del settore e le autorità. A tale ultimo scopo è previsto l’avvio entro tre mesi di un portale online dedicato.

Il Comitato prevede la presenza permanente di MEF, Ministro dello Sviluppo Economico, Ministro per gli affari europei, Banca d'Italia, Consob, Antitrust, Autorità Garante per la Privacy, oltre che Agenzia delle Entrate e Agenzia per l'Italia digitale.

Opererà attraverso riunioni periodiche, a cui possono essere invitati a partecipare associazioni di categoria, imprese, enti e soggetti operanti nel settore Fintech, e può prevedere, se necessario la costituzione di gruppi di ricerca a cui possono partecipare accademici ed esperti della materia.

Intelligenza artificiale, blockchain, fintech, sono destinati a rivoluzionare molti settori dell’economia e l’approccio stesso dei consumatori alla fruizione di servizi sempre più caratterizzati da automazione, supporto tecnologico e, nel caso del Fintech, disintermediazione.

Lo hanno capito le grandi istituzioni finanziarie che hanno avviato lo sviluppo di tecnologie di distributed ledger proprietarie per affrontare le nuove sfide e porsi in situazione di vantaggio. Ma anche per affrontare nuovi competitors, che provenendo da altri settori si affacciano con prepotenza nel mondo Fintech.

Nell’intelligenza artificiale sembrerebbe invece profilarsi una sfida a due tra gli Stati Uniti, in posizione di vantaggio, e la Cina, il cui governo punta esplicitamente alla supremazia in questo campo da qui al 2030, con l’Europa a fare da terzo incomodo.

In questo contesto la competizione è estremamente complessa, specie per una startup innovativa. La sfida diventerebbe pressoché impossibile senza il supporto di una politica tech-friendly. Per permettere un reale sviluppo della tecnologia è necessario pertanto creare i presupposti per la creazione di progetti di ampia portata, che possibilmente superi i ristretti confini nazionali.

I settori di cui si parla presentano economie di scala importanti e sono estremamente “scalabili”, si avvicinano molto cioè al tipo di business in cui “chi vince piglia tutto”, con il modello di business di maggior successo destinato a fagocitare gli altri. Come è avvenuto ad esempio in altri ambiti con i giganti del web.

La norma in oggetto può essere un primo passo importante per rimuovere gli ostacoli normativi allo sviluppo di attività innovative. Inoltre, la previsione di un monitoraggio strutturale tramite un Comitato costituito ad hoc è una solida base da cui partire, utile per garantire un coordinamento dall’alto delle attività. Il passo successivo potrebbe essere un coordinamento europeo, per alzare l’asticella e favorire magari la creazione di campioni europei in grado di competere in un contesto globale.

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2019/06/26/fintech-blockchain-ia-tecnologia-sostegno-tecnofinanza

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