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Restrizioni anti-Covid: occupazione a rischio per giovani e donne

E’ stato pubblicato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro il focus “Le nuove restrizioni: chi rischia il lavoro”, che esamina i dati relativi ai lavoratori più o meno precari che, a seguito delle recenti restrizioni anti Covid imposte dai decreti di ottobre, hanno perso o rischiano di perdere occupazione e stabilità economica. Ad essere coinvolti sono soprattutto i giovani e le donne.

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha presentato il focus “Le nuove restrizioni: chi rischia il lavoro”, che approfondisce le problematiche di ristoranti, bar e palestre alla luce della nuova sospensione e riduzione delle attività prevista dal DPCM firmato il 24 ottobre 2020. Tra il 2° trimestre 2019 e lo stesso periodo del 2020 il numero degli occupati nel settore della ristorazione è calato di 158 mila unità, per una contrazione del 13%. Stessa criticità anche per le attività creative, artistiche e di intrattenimento, parimenti interessate dalle nuove chiusure, che lo scorso giugno segnavano un calo degli occupati del 6,6%. Alto tasso di precarietà anche per gli occupati del settore dello sport.

Il totale dei lavoratori della ristorazione (1mln e 192 mila), della cultura (145 mila) e dello sport (93 mila), corrispondeva a fine 2019 a circa 1 mln 430 mila occupati, pari al 6,1% dell’occupazione. Se si guarda all’età degli impiegati in questi settori, il 41,3% ha meno di 35 anni. Un valore particolarmente alto nell’ambito delle attività ristorative (42,2%) e di quelle artistiche e di intrattenimento culturale (41,9%), mentre con riferimento alle attività sportive, scende al 28,4%.

Soltanto il 42,7% degli occupati ha un contratto a tempo indeterminato: il 25% ha un’occupazione a termine (contro l’11,7% della media degli occupati in Italia) e il 32,3% è un lavoratore autonomo (contro il 22,7% nazionale).

Nell’ambito dello spettacolo, gli occupati appaiono, invece, quasi perfettamente tripartiti tra lavoratori autonomi (37,7%), a tempo determinato (31,2%) e indeterminato (31,1%). Più della metà dei lavoratori interessati (il 57,9%) percepisce un reddito netto mensile inferiore ai mille euro (contro un valore del 24,9% tra tutti gli occupati), con l’unica eccezione del settore sportivo che risulta più allineato alle retribuzioni medie.

Nella ristorazione il valore arriva quasi al 60% mentre nel settore dello spettacolo al 53,1%; più nel dettaglio, il 16,3% ha una retribuzione netta mensile inferiore ai 500 euro, il 16,5% tra i 500 e 750 euro, e il 25,1% tra i 750 e 1000 euro. Si tratta di giovani e soprattutto di donne: se si esclude lo sport, dove è predominante l’occupazione maschile, nella ristorazione il 49,4% sono lavoratrici.

Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, rapporto nuove restrizioni 29/10/2020

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/lavoro-autonomo/quotidiano/2020/10/30/restrizioni-anti-covid-occupazione-rischio-giovani-donne

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