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Archivio newsStart-up innovativa: l’analisi dei commercialisti sulla disciplina e sulle prospettive di modifica
Il 4 febbraio 2026, il Consiglio e la Fondazione nazionali dei commercialisti hanno pubblicato il documento dal titolo “Start-up innovativa: analisi della disciplina e prospettive di modifica” con cui si offre una ricostruzione sistematica della normativa sulle start-up innovative e se ne evidenziano le principali criticità applicative. Il documento propone interventi mirati a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione, favorendo l’accesso al mercato dei capitali, la diffusione della cultura industriale e il trasferimento tecnologico tra Università e Imprese. Viene suggerito un ampliamento delle definizioni di innovazione e R&D, includendo nuovi modelli organizzativi e ambiti affini come le società Benefit. Ulteriori proposte riguardano la semplificazione delle procedure amministrative e civilistiche e una riflessione sul ruolo dell’impresa come attore sociale.
Il Consiglio e la Fondazione nazionali dei commercialisti hanno pubblicato il 4 febbraio 2026, il documento dal titolo “Start-up innovativa: analisi della disciplina e prospettive di modifica”. Il lavoro rientra tra le attività dell’area di delega Diritto societaria coordinata dal Consigliere nazionale e tesoriere David Moro.
Nella pubblicazione, dopo una ricostruzione della disciplina delle start-up innovative, vengono analizzate le principali criticità e alcune ipotizzabili proposte di modifica della stessa.
Le proposte di intervento e di modifica della disciplina sono finalizzate a:
- facilitare l’incontro tra start-up innovative e mercato dei capitali (c.d. effetto leva in termini di crescita, si pensi all’esperienza in Israele);
- investire in “conoscenza” e in “cultura industriale”;
- agevolare e incentivare “azioni di sistema” volte a favorire l’incontro tra le Università e l’Impresa al fine di facilitare il passaggio della conoscenza tra il mondo accademico del sapere e il suo processo di industrializzazione o applicazione pratica nei processi industriali (Campus);
- ampliare il concetto di “innovazione” e di “R&D” (SDG’s, nuovi modelli di organizzazione del lavoro, ecc.);
- ampliare la sfera di applicazione in particolare a quei settori in cui si riscontra già ora un contesto di vicinanza e correlazione di natura culturale (in primis le società Benefit);
- snellire le procedure amministrative e burocratiche previste (comunicazioni registro imprese, costituzione, procedure civilistiche, ecc.) e dei vincoli operativi civilistici (POC, Stock option, work for equity, etc.);
- creare un’occasione di discussione e riflessione anche sul concetto di crescita e sviluppo che metta al centro l’impresa e una sua nuova “identità” come motore sociale (favorendo l’”incontro” con altri corpi intermedi della società).
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CNDCEC – FNC Ricerca, documento 04/02/2026
Per approfondire questo argomento leggi anche: Come sta cambiando la disciplina delle start-up innovative e cosa propone il CNDCEC Ada Ciaccia
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