• Home
  • News
  • Lavorare negli USA: i visti E e O come strumenti di mobilità per i cittadini italiani

Lavorare negli USA: i visti E e O come strumenti di mobilità per i cittadini italiani

Le imprese italiane continuano a guardare agli Stati Uniti come a un mercato di riferimento per espansione e investimenti. In questo contesto, strutturare una strategia immigratoria conforme e sostenibile è spesso importante quanto il piano commerciale sottostante. Tra le diverse opzioni di visti temporanei (“non-immigrant visa”) disponibili a supporto dell’assunzione di personale qualificato, due categorie assumono particolare rilievo per i cittadini italiani: i visti E e i visti O. Quali sono i requisiti di ammissibilità minimi, i vantaggi e i limiti applicativi che imprenditori, dirigenti, investitori e professionisti altamente qualificati di nazionalità italiana dovrebbero considerare?

Tra le diverse opzioni di visti temporanei (“non-immigrant visa”) disponibili a supporto dell’assunzione di personale qualificato, due categorie assumono particolare rilievo per i cittadini italiani: i visti E e i visti O. Queste tipologie di visto sono utilizzate in quanto garantiscono flessibilità operativa, sono rinnovabili nel tempo e, se gestite in modo strategico, possono agevolare una pianificazione di più lungo periodo, rendendo anche possibile, talvolta, l’accesso alla residenza permanente negli Stati Uniti.

Di seguito si analizzano i requisiti di ammissibilità minimi, nonché i principali vantaggi e i limiti applicativi che imprenditori, dirigenti, investitori e professionisti altamente qualificati di nazionalità italiana dovrebbero considerare nella valutazione dei visti E e O come strumenti di accesso al mercato del lavoro statunitense.

Visti E-1 ed E-2: strumenti per il commercio e l’investimento

L’ammissibilità ai visti E-1 ed E-2 si fonda sul Trattato di Amicizia, Commercio e Navigazione del 1948 tra l’Italia e gli Stati Uniti. I cittadini italiani possono accedere a tali visti qualora detengano almeno il 50% di una società statunitense oppure dispongano di un’offerta di lavoro da parte di una società statunitense che:

- intrattenga rapporti commerciali sostanziali con l’Italia (visto E-1); o

- abbia effettuato un investimento sostanziale negli Stati Uniti (visto E-2).

In entrambi i casi, la società statunitense deve essere a maggioranza italiana, ossia detenuta almeno al 50% da cittadini italiani che non siano anche cittadini statunitensi né titolari di un permesso di residenza permanente negli Stati Uniti. Le imprese qualificate possono sponsorizzare i soci principali e dipendenti con funzioni dirigenziali, manageriali o con competenze specialistiche. Inoltre, i visti E-1 ed E-2 sono generalmente rilasciati per periodi quinquennali, con possibilità di rinnovo e consentono lo svolgimento dell’attività lavorativa esclusivamente presso la società sponsor.

Il visto E-1 (Treaty Trader)

Il visto E-1 è adatto a cittadini italiani che intendono recarsi negli Stati Uniti per svolgere attività di commercio sostanziale di beni, servizi o tecnologia, prevalentemente tra l’Italia e gli Stati Uniti, oppure per ricoprire funzioni manageriali o specialistiche presso un’impresa qualificata ai fini del visto E-1.

Ai fini dell’ammissibilità, oltre il 50% degli scambi commerciali complessivi dell’impresa statunitense deve intercorrere tra gli Stati Uniti e l’Italia. Tali rapporti devono inoltre essere continuativi e articolarsi in più transazioni nel tempo, già avviate prima della presentazione della domanda di visto.

Sebbene la normativa non fornisca una definizione di “commercio sostanziale”, nella prassi un volume annuo di scambi pari ad almeno USD 150.000 è generalmente ritenuto idoneo a consentire all’impresa di sponsorizzare un visto E-1 per il socio di maggioranza e i dipendenti con funzioni manageriali o specialistiche.

Il visto E-2 (Treaty Investor)

Il visto E-2 è riservato ai cittadini italiani che abbiano effettuato un investimento sostanziale negli Stati Uniti, oppure che siano impiegati in ruoli dirigenziali, manageriali o specialistici presso un’impresa qualificata ai fini del visto E-2 che abbia effettuato tale investimento.

La normativa non fornisce una definizione di investimento sostanziale” e la valutazione dipende dalla natura dell’attività imprenditoriale. Alcuni settori richiedono investimenti più elevati rispetto ad altri, e l’ammontare dell’investimento viene valutato in termini proporzionali rispetto al tipo di impresa. A titolo esemplificativo, l’investimento necessario per l’acquisizione di una piccola impresa sarà inferiore rispetto a quello richiesto per l’avvio delle operazioni di un grande istituto bancario negli Stati Uniti.

Nella prassi, tuttavia, anche in questo caso un investimento pari ad almeno USD 150.000 è generalmente ritenuto sufficiente a consentire a un’impresa di sponsorizzare un visto E-2 per il socio di maggioranza e i dipendenti con funzioni manageriali o specialistiche.

Prima della presentazione della domanda di visto E-2, i fondi devono essere già investiti e utilizzati per l’avvio dell’attività negli Stati Uniti. In altri termini, il capitale deve essere effettivamente posto a rischio e non semplicemente depositato su un conto bancario. Inoltre, l’impresa statunitense deve qualificarsi come attività commerciale reale volta alla produzione di beni o alla prestazione di servizi. Gli investimenti di natura passiva, pertanto, non soddisfano i requisiti previsti.

I vantaggi dei visti E-1 ed E-2

Rispetto ad altre categorie di non-immigrant visa, tra cui il visto H-1B, i visti E presentano diversi vantaggi strutturali. In particolare:

- sono generalmente rilasciati per periodi quinquennali, con possibilità di rinnovo;

- consentono la sponsorizzazione sia dei soci principali sia di dipendenti con funzioni manageriali o essenziali;

- permettono al coniuge e ai figli minorenni (di età inferiore ai 21 anni) del titolare del visto di ottenere un visto derivato;

- riconoscono al coniuge del titolare del visto il diritto di svolgere attività lavorativa negli Stati Uniti, senza la necessità di un separato permesso di lavoro;

- non sono soggetti a sistemi di selezione a sorteggio e a contingentamento annuale; e

- in determinate circostanze, possono essere coordinati con percorsi di immigrazione permanente.

Tali caratteristiche, complessivamente, rendono i visti E uno strumento particolarmente idoneo per cittadini e imprese italiane che intendano avviare o consolidare operazioni commerciali negli Stati Uniti.

Il visto O-1: capacità straordinarie ed eccellenza professionale

Il visto O-1 rientra tra le categorie di non-immigrant visa ed è riservato a soggetti che dimostrino capacità straordinarie nei settori delle scienze, delle arti, dell’istruzione, degli affari o dell’attività sportiva, o anche l’ottenimento di risultati di eccezionali nella produzione cinematografica o televisiva. Tale visto consente a cittadini italiani con elevato riconoscimento professionale di soggiornare e lavorare temporaneamente negli Stati Uniti per lo svolgimento di attività o progetti specifici.

La categoria O-1 si articola nelle seguenti sottocategorie:

- O-1A: per soggetti con capacità straordinarie nei settori delle scienze, dell’istruzione, degli affari o dell’attività sportiva (con esclusione delle arti e delle produzioni cinematografiche o televisive);

- O-1B: per soggetti con capacità straordinarie nelle arti o con risultati di rilievo eccezionale nella produzione cinematografica o televisiva;

- O-2: per il personale di supporto essenziale che assiste titolari di visto O-1 nel contesto di attività artistiche o sportive;

- O-3: per il coniuge e i familiari a carico dei titolari di visto O-1 o O-2.

Fondamento normativo e regolamentare

Il visto O-1 trova il proprio fondamento nell’articolo 101(a)(15)(O) dell’Immigration and Nationality Act ed è disciplinato dal Code of Federal Regulations, 8 C.F.R. § 214.2(o). La normativa riconosce che alcuni individui abbiano raggiunto un tale livello di distinzione che la prosecuzione della loro attività negli Stati Uniti risulta vantaggiosa per gli interessi culturali, scientifici, economici o educativi della nazione.

A differenza dei visti basati sull’attività lavorativa, il visto O-1 rientra nella categoria di non-immigrant visa di natura temporanea. Tuttavia, per tale categoria è ammesso il cosiddetto “dual intent” che consente al titolare di mantenere uno status temporaneo pur perseguendo legittimamente l’ottenimento della residenza permanente, senza che ciò comporti la perdita dello status O-1.

Il concetto di “capacità straordinarie”

La nozione di “capacità straordinarie” costituisce un elemento centrale nelle valutazioni relative al visto O-1, sebbene il significato vari in funzione dell’ambito professionale di riferimento.

In relazione ai richiedenti del visto O-1A, il requisito implica che l’interessato si collochi tra i vertici del proprio ambito professionale, come dimostrato da un riconoscimento nazionale o internazionale continuativo.

Per i richiedenti del visto O-1B, il parametro valutativo è parzialmente diverso: il requisito si riferisce a un livello di realizzazione e notorietà sensibilmente superiore alla media. Nell’ambito della produzione cinematografica o televisiva, è inoltre richiesto un riconoscimento significativo per risultati di particolare rilievo.

Nella prassi applicativa, il visto O-1 è frequentemente utilizzato da:

- dirigenti e fondatori con un impatto riconosciuto nel settore;

- ricercatori e accademici con profili di rilievo internazionale;

- artisti, designer e professionisti creativi il cui successo commerciale o a livello di critica risultano consolidati; e

- atleti e allenatori a livelli di eccellenza.

Quadro probatorio

Una domanda di visto O-1 può essere accolta sulla base di uno dei seguenti presupposti:

a) il conseguimento di un premio di rilevanza internazionale (ad esempio Premio Nobel, medaglia olimpica, Medaglia Fields, ecc.); oppure

b) la soddisfazione di almeno tre dei seguenti criteri:

- attribuzione di premi a livello nazionale o internazionale;

- appartenenza ad associazioni professionali che richiedano risultati di rilievo;

- copertura mediatica o professionale dell’attività svolta;

- svolgimento di funzioni di giudice o valutatore del lavoro altrui nel settore;

- produzione di contributi originali di rilevanza significativa in ambito scientifico, accademico o imprenditoriale;

- pubblicazioni di carattere scientifico o professionale;

- esercizio di un ruolo di rilievo presso organizzazioni di prestigio;

- remunerazione superiore agli standard di settore, indicativa di capacità eccezionali.

L’onere della prova ricade sul richiedente e la documentazione prodotta deve dimostrare la reputazione e il riconoscimento professionale dell’interessato nel settore di riferimento.

Nella prassi, le domande accolte sono generalmente quelle che presentano un impianto probatorio coerente, fondato su elementi oggettivi e su valutazioni di esperti. La documentazione include, di norma, articoli di stampa, pubblicazioni accademiche, brevetti, dati sui risultati commerciali e lettere di referenza provenienti da autorità riconosciute.

Procedura di richiesta e durata

La domanda di visto O-1 deve essere presentata da un datore di lavoro statunitense o da un agente autorizzato, non è infatti ammessa l’autopresentazione della domanda da parte del richiedente. Generalmente, la domanda deve descrivere le attività previste, documentare il possesso dei requisiti e includere una lettera di consultazione rilasciata da un gruppo di pari o da un’organizzazione sindacale di settore, obbligatoria nella maggior parte dei casi che riguardano le attività artistiche.

Il periodo di soggiorno iniziale può essere concesso per un massimo di tre anni, in funzione della durata del progetto o dell’evento. Il concetto di “evento è interpretato in senso ampio e può comprendere una singola attività, una serie di incarichi tra loro collegati oppure un progetto continuativo. Sono previste proroghe annuali per lo svolgimento di attività continuative o correlate e i familiari possono accompagnare il titolare del visto, ma non sono autorizzati a svolgere attività lavorativa.

Il visto O-1 in una prospettiva strategica

Sotto il profilo della pianificazione, il visto O-1 viene spesso valutato come alternativa ai visti di lavoro soggetti a contingentamento, quali il visto H-1B, oppure come strumento di transizione verso la residenza permanente negli Stati Uniti. Infatti, sebbene il visto O-1 non attribuisca, di per sé, uno status di immigrazione permanente, numerosi titolari riescono successivamente ad accedere a categorie di visto di immigrazione basate sul merito, in particolare a seguito di un ulteriore consolidamento del proprio profilo professionale durante il soggiorno negli Stati Uniti.

Conclusioni

I visti E e O offrono due modalità complementari di accesso al mercato statunitense per i cittadini italiani: i primi sono legati all’attività d’impresa, mentre i secondi valorizzano il merito individuale.

La scelta tra tali categorie non costituisce, nella prassi, una valutazione esclusivamente giuridica, ma dipende piuttosto da una pluralità di fattori, e in questa prospettiva la pianificazione immigratoria risulta essere parte integrante di una più ampia strategia imprenditoriale o di carriera, e non un mero adempimento formale.

Se correttamente pianificati e supportati da adeguata documentazione, tali visti possono costituire strumenti efficaci e flessibili per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali e professionali negli Stati Uniti, consentendo al contempo di adattarsi nel tempo all’evoluzione delle esigenze commerciali e dei percorsi professionali.

Copyright © - Riproduzione riservata

Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/02/09/lavorare-usa-visti-strumenti-mobilita-cittadini-italiani

Iscriviti alla Newsletter




È necessario aggiornare il browser

Il tuo browser non è supportato, esegui l'aggiornamento.

Di seguito i link ai browser supportati

Se persistono delle difficoltà, contatta l'Amministratore di questo sito.

digital agency greenbubble