News
Archivio newsIndici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC): lettere di compliance
Con la circolare n. 26 del 2026 l’INPS fornisce le prime indicazioni operative sull’introduzione degli indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC), strumenti di analisi preventiva finalizzati a rafforzare la compliance in materia contributiva e a contrastare il lavoro sommerso. La misura, prevista dall’articolo 1 del decreto-legge n. 160/2024 e inserita nell’ambito delle riforme del PNRR, viene introdotta in via sperimentale a partire dal 2026 per specifici settori economici. Attraverso l’elaborazione di dati fiscali e contributivi, l’INPS individuerà eventuali scostamenti rispetto ai valori di normalità della forza lavoro dichiarata, inviando ai datori di lavoro apposite comunicazioni di compliance. L’obiettivo è favorire la regolarizzazione spontanea delle posizioni contributive e orientare in modo più efficace le attività di vigilanza.
L’INPS, nella circolare n. 26 del 6 marzo 2026, illustra le modalità di attuazione degli indici sintetici di affidabilità contributiva (ISAC), strumenti statistico-economici introdotti per rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto al lavoro sommerso attraverso un sistema di analisi preventiva delle posizioni contributive dei datori di lavoro. L’introduzione degli ISAC si inserisce nel quadro delle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare nell’ambito della Missione 5, componente dedicata alle politiche del lavoro e alla lotta al lavoro irregolare (art.1, commi da 5 a 10, del decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160). Di cosa si tratta Gli ISAC rappresentano indicatori elaborati attraverso una metodologia che combina dati contributivi e dati fiscali, al fine di verificare la coerenza tra la forza lavoro dichiarata dal datore di lavoro e le caratteristiche economiche dell’attività esercitata. La finalità principale è individuare situazioni di potenziale rischio di evasione o elusione contributiva, favorendo allo stesso tempo un approccio preventivo e collaborativo tra amministrazione e contribuenti. La circolare chiarisce che l’introduzione degli ISAC avviene inizialmente in via sperimentale per due specifici settori economici: il commercio all’ingrosso alimentare e le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Tali settori sono stati individuati sulla base di analisi tecniche e statistiche finalizzate a valutare il rischio di lavoro sommerso, anche se l’individuazione non implica alcuna valutazione complessiva sull’andamento economico dei comparti interessati. L’applicazione degli ISAC si basa sull’elaborazione di una pluralità di informazioni provenienti da diverse fonti informative. In particolare, vengono utilizzati i dati fiscali contenuti nei modelli ISA, i dati contributivi derivanti dai flussi UniEmens e ulteriori informazioni provenienti dalle comunicazioni obbligatorie relative al lavoro in somministrazione. L’integrazione di queste banche dati consente di costruire specifici indicatori in grado di stimare la forza lavoro teorica di un’impresa e di confrontarla con quella effettivamente dichiarata. Gli indicatori elaborati possono appartenere a diverse categorie. Alcuni mettono a confronto grandezze economiche e contributive, come il valore dei beni strumentali rapportato al numero di addetti. Altri analizzano la composizione della forza lavoro, ad esempio la quota di lavoratori part-time, a termine o stagionali. Un indicatore complesso, basato su modelli econometrici, consente invece di stimare la forza lavoro teorica di ciascun datore di lavoro tenendo conto delle caratteristiche organizzative e produttive dell’impresa. Elaborazione e scostamento L’elaborazione degli ISAC consente all’INPS di individuare eventuali scostamenti rispetto ai valori considerati “normali”. In presenza di tali scostamenti l’Istituto invia ai datori di lavoro una lettera di compliance, contenente le informazioni relative agli indicatori calcolati e alla posizione dell’azienda rispetto alla fascia di normalità. La comunicazione ha finalità esclusivamente preventive e informative e non costituisce in alcun modo un atto di accertamento o una contestazione formale di irregolarità contributiva. Nella lettera di compliance vengono indicati, per ciascun indicatore, i valori di riferimento e l’esito dell’analisi, che può risultare “nella norma”, con “scostamento lieve” oppure con “scostamento significativo”. Viene inoltre riportata una stima delle giornate lavorative che, se dichiarate, consentirebbero di riportare l’indicatore nella fascia di normalità. Questo meccanismo consente al datore di lavoro di valutare autonomamente la propria posizione contributiva e di effettuare eventuali verifiche interne. L’invio delle prime comunicazioni è previsto entro il 31 marzo 2026 e interesserà un numero significativo di imprese appartenenti ai settori oggetto della sperimentazione. Complessivamente saranno inviate oltre 12.000 lettere di compliance con scostamenti su un totale di circa 33.700 soggetti analizzati, con l’obiettivo di promuovere la regolarizzazione spontanea delle eventuali anomalie rilevate. Procedura di regolarizzazione Qualora, a seguito della comunicazione ricevuta, il datore di lavoro rilevi la necessità di correggere la propria posizione contributiva, potrà procedere alla regolarizzazione attraverso la trasmissione di flussi UniEmens di rettifica, utilizzando una specifica modalità di regolarizzazione prevista per le situazioni emerse in sede di compliance. In tali casi, i contributi eventualmente dovuti dovranno essere versati tramite modello F24 utilizzando le causali individuate dall’Istituto. Meccanismo di premialità La circolare evidenzia inoltre che il sistema degli ISAC prevede anche un meccanismo di premialità per i datori di lavoro che risultano pienamente conformi agli indicatori. Le imprese che rientrano nella cosiddetta “fascia di normalità”, senza scostamenti rilevanti, possono essere considerate soggetti a basso rischio e tali informazioni vengono utilizzate anche per orientare le attività di vigilanza degli organi ispettivi verso le situazioni maggiormente critiche. Copyright © - Riproduzione riservata
INPS, circolare 06/03/2026, n. 26
Per approfondire questo argomento leggi anche: ISAC: l’INPS spiega come gestire la comunicazione di compliance Debhorah Di Rosa
Per accedere a tutti i contenuti senza limiti abbonati a IPSOA Quotidiano Premium 1 anno € 118,90 (€ 9,90 al mese) Acquista Primi 3 mesi € 19,90 poi € 35,90 ogni 3 mesi Acquista Sei già abbonato ? Accedi