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Riforma forense: ordini professionali chiedono chiarimenti sulla riserva della consulenza legale

Un ampio fronte di ordini professionali ha inviato una lettera ai relatori del disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense (AC 2629) per esprimere preoccupazione sulle possibili ricadute della riforma sul sistema delle professioni. In particolare, viene evidenziato il rischio che alcune disposizioni del testo, relative alla consulenza legale e all’assistenza connessa all’attività giurisdizionale, possano determinare una riserva esclusiva a favore degli avvocati, con possibili sovrapposizioni e conflitti con le competenze di altre professioni ordinistiche. I firmatari chiedono quindi al Parlamento un intervento chiarificatore nel prosieguo dell’iter legislativo, al fine di garantire un assetto normativo equilibrato e prevenire contenziosi tra categorie professionali.

Un ampio gruppo di Consigli nazionali degli ordini professionali ha indirizzato una lettera ai relatori del disegno di legge di riforma dell’ordinamento forense (AC 2629) per esprimere preoccupazione in merito ad alcune disposizioni contenute nel testo attualmente all’esame parlamentare. In particolare, l’attenzione è rivolta alle norme che rafforzano la riserva relativa all’attività di assistenza, rappresentanza e difesa davanti agli organi giurisdizionali e che introducono il riconoscimento di una competenza esclusiva sulla consulenza legale. Secondo i firmatari della lettera, tali previsioni potrebbero incidere in modo significativo sull’attuale ripartizione delle competenze tra le diverse professioni ordinistiche, modificando l’equilibrio esistente tra le attività professionali svolte da categorie differenti. Il documento evidenzia come alcune disposizioni del disegno di legge possano attribuire per legge un vantaggio competitivo a una sola categoria professionale, con possibili effetti anche sulla sostenibilità delle casse previdenziali delle altre professioni che attualmente svolgono attività di consulenza in ambiti giuridici specifici. Nel testo viene inoltre sottolineato che la consulenza legale, allo stato attuale, rappresenta un’attività non riservata per legge a una specifica professione regolamentata. Proprio per questo motivo i firmatari manifestano perplessità rispetto al ritiro degli emendamenti che erano stati presentati per chiarire la portata della riserva attribuita agli avvocati ed evitare possibili conflitti tra ordini professionali. Secondo i rappresentanti delle professioni, un chiarimento normativo sarebbe necessario per prevenire interpretazioni contrastanti e possibili contenziosi. La lettera evidenzia infatti il rischio che le attuali formulazioni del disegno di legge possano generare contrapposizioni tra categorie professionali e determinare incertezze applicative nel mercato dei servizi professionali. Alla luce di tali considerazioni, gli ordini firmatari chiedono al Parlamento di valutare un intervento correttivo nel prosieguo dell’iter legislativo, al fine di chiarire definitivamente la portata delle disposizioni sulla consulenza legale e garantire un quadro normativo coerente. L’obiettivo dichiarato è evitare fratture nel sistema ordinistico e scongiurare il rischio di contenziosi che potrebbero derivare da una disciplina non sufficientemente coordinata tra le diverse professioni regolamentate Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/03/12/riforma-forense-ordini-professionali-chiedono-chiarimenti-riserva-consulenza-legale

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