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Riforma delle professioni: criticità nell’analisi di Confprofessioni

Confprofessioni, in un comunicato stampa dell’11 marzo 2026, ha sottolineato che l’accelerazione dei lavori e il ritiro degli emendamenti al disegno di legge sull’ordinamento forense rischiano di condurre all’approvazione di interventi normativi incompleti e non adeguatamente coordinati. Confprofessioni sottolinea in particolare il pericolo di sovrapposizioni e conflitti tra diverse categorie professionali, soprattutto in relazione alla definizione delle competenze in ambito di consulenza.

Confprofessioni, in un comunicato stampa dell’11 marzo 2026, ha espresso forte preoccupazione per l’iter parlamentare in corso sulla riforma delle professioni, dove l’accelerazione impressa ai lavori parlamentari, con il ritiro degli emendamenti al DDL dell’ordinamento forense, rischia di generare riforme incomplete e poco equilibrate, con effetti negativi sull’intero sistema professionale. Già nel corso dell’audizione parlamentare sulla riforma delle professioni, lo scorso 11 febbraio, Confprofessioni aveva segnalato il rischio che l’elaborazione di testi normativi distinti – in particolare quelli relativi alle professioni di commercialista e avvocato separati dal quadro delle altre professioni – potesse determinare sovrapposizioni e conflitti tra diverse categorie professionali. Testi non sufficientemente coordinati, infatti, rischiano di alimentare una corsa all’attribuzione di competenze da parte di alcuni ordini a scapito di altri. “Purtroppo – sottolinea il presidente di Confprofessioni, Marco Natali – proprio in questi giorni stiamo assistendo a segnali preoccupanti di contrapposizione tra diverse professioni, come dimostra il dibattito emerso sul tema della consulenza legale. Si tratta esattamente del rischio che avevamo evidenziato nel corso della nostra audizione”. Per questo Confprofessioni auspica un processo legislativo effettivamente partecipato, che tenga conto nella definizione dei testi di riforma delle numerose proposte migliorative giunte dal mondo professionale. “È fondamentale – prosegue Natali – lasciare al Parlamento il tempo e lo spazio necessari per intervenire sui testi attraverso emendamenti che consentano di correggere e migliorare l’impianto normativo. Ciò che sta accadendo oggi sulla consulenza legale potrebbe domani riproporsi su altre competenze professionali, innescando ulteriori conflitti tra categorie con probabili enormi ripercussioni in termini previdenziali tra le casse delle diverse categorie professionali ”. Confprofessioni ribadisce quindi la necessità che la riforma delle professioni sia il risultato di un processo realmente partecipato, capace di valorizzare il contributo di tutte le componenti del sistema professionale e di costruire un quadro normativo coerente, equilibrato e orientato all’interesse generale. Copyright © - Riproduzione riservata

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/03/12/riforma-professioni-criticita-analisi-confprofessioni

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