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Archivio newsTrasparenza salariale: verso un lavoro di pari valore
Le Commissioni parlamentari XI (Lavoro) della Camera e X (Industria e lavoro) del Senato, nei pareri approvati l’11 marzo 2026 sullo schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) sulla trasparenza salariale, hanno formulato osservazioni rilevanti volte a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva e ad ampliare il campo di applicazione della disciplina. In particolare, si propone di definire il concetto di “livello retributivo” e di “lavoro di pari valore” con esplicito riferimento ai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, assumendo come parametro la retribuzione annua lorda comprensiva degli elementi fissi e continuativi.
Tra i pareri approvati in data 11 marzo 2026 dalle Commissioni di Camera e Senato (XI e X Commissione) sullo schema di dlgs di attuazione della direttiva sulla trasparenza salariale (UE) emergono alcuni rilievi particolarmente significativi. La definizione del “livello retributive” dovrebbe essere definito con esplicito riferimento alla contrattazione collettiva delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative di ciascun settore per definire il concetto di “lavoro di pari valore”. Si va inoltre verso una sostanziale uniformità del campo di applicazione del decreto per includere nel campo di applicazione apprendistato, lavoro domestico e intermittente, e comprendendo anche lavoratori tramite piattaforme digitali, tirocinanti e a voucher. Anche rispetto al “lavoro di pari valore”, pare prevalere la volontà di prendere a riferimento alla retribuzione annua lorda comprensiva degli elementi continuativi e fissi previsti dal contratto collettivo e individuale, e richiamando i Ccnl stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. In particolare, il concetto di “stesso lavoro” deve comprendere mansioni identiche o equivalenti all'interno dello stesso livello retributivo e categoria contrattuale, mentre il concetto di “lavoro di pari valore” deve fare riferimento a mansioni diverse ma comparabili al medesimo livello di inquadramento, secondo i Ccnl. L'esclusione dall'informativa sui criteri retributivi riguarda solo le imprese con meno di 50 dipendenti e che le informazioni sulla retribuzione devono essere fornite ai candidati prima dell'assunzione, per garantire trattative trasparenti e consapevoli. Copyright © - Riproduzione riservata
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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/03/13/trasparenza-salariale-lavoro-pari-valore