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Procedure di insolvenza: la nuova direttiva UE che armonizza le regole

Il 1° aprile 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva UE 2026/799 che armonizza taluni aspetti del diritto in materia di insolvenza. La nuova normativa riduce la frammentazione normativa tra gli Stati membri e rende il contesto imprenditoriale più attrattivo per gli investimenti transfrontalieri. Le nuove regole mirano a massimizzare il recupero dei creditori e ad aumentare l’efficienza delle procedure, introducendo misure comuni su azione revocatoria, rintracciamento dei beni, procedure di pre‑pack, obblighi degli amministratori, ruolo dei comitati dei creditori e trasparenza delle legislazioni nazionali. La riforma rappresenta un passo significativo verso mercati dei capitali europei più integrati e competitivi. Gli Stati membri avranno due anni e nove mesi per recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti.

Il 1° aprile 2026 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva UE 2026/799 che armonizza aspetti chiave delle norme in materia di insolvenza. La normativa renderà il contesto imprenditoriale dell'UE più attraente per gli investitori transfrontalieri, riducendo la complessità delle diverse norme nazionali in materia di insolvenza. Le nuove norme a livello dell'UE massimizzeranno il valore che i creditori possono recuperare dall'impresa insolvente e aumenteranno l'efficienza delle procedure di insolvenza. É questo un passo importante verso mercati europei dei capitali più efficienti e integrati, che sono fondamentali per la competitività dell'UE. Le norme comuni dell'UE per le procedure di insolvenza comprendono misure che riguardano i seguenti aspetti: - azione revocatoria: permette di contestare operazioni del debitore prima dell'avvio della procedura fallimentare, proteggendo così la massa fallimentare dalla rimozione illegittima dei beni; - rintracciamento dei beni: consente alle autorità, su richiesta degli amministratori delle procedure di insolvenza, di consultare i registri dei conti bancari in tutta l'UE per individuare i beni delle imprese insolventi; - procedura di pre-pack: consente di negoziare la vendita di un'impresa in difficoltà finanziarie prima dell'apertura della procedura formale e di eseguirla in modo rapido, mantenendo nello stesso tempo i contratti che sono essenziali per proseguire l'attività; - obblighi degli amministratori: impongono agli amministratori di presentare una richiesta di apertura della procedura di insolvenza entro tre mesi dalle difficoltà finanziarie, contribuendo a massimizzare il recupero per i creditori e consentendo nello stesso tempo flessibilità se le misure alternative tutelano in egual misura i creditori; - comitati dei creditori: rafforzano il coinvolgimento di singoli creditori nella procedura; - trasparenza: ciascun paese è tenuto a pubblicare schede informative chiare sulla sua legislazione in materia di insolvenza, che saranno disponibili sul portale europeo della giustizia elettronica. Gli Stati membri avranno due anni e nove mesi per recepire la direttiva nel diritto nazionale. Copyright © - Riproduzione riservata

Direttiva UE 2026/799 del 30 marzo 2026 (GUUE L 1° aprile 2026)

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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/01/procedure-insolvenza-nuova-direttiva-ue-armonizza-regole

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