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News area Lavoro

Gig economy: nuovi diritti dal Parlamento europeo

E’ stata approvata dal Parlamento europeo un testo di legge che prevede nuovi diritti per i lavoratori della Gig economy. Le misure dovranno essere adottate dai paesi UE entro i prossimi tre anni. Il relatore Enrique Calvet Chambon ha definito il provvedimento un primo grande passo verso l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, al fine di prevenire qualunque abuso della flessibilità del mercato del lavoro".

Il Parlamento europeo ha approvato, in data 15 aprile 2019, una legge, già concordata con i ministri UE, volta a garantire una serie i diritti minimi ai lavoratori occasionali, a chiamata, intermittenti, ed inoltre a tirocinanti e apprendisti retribuiti se lavorano in media almeno tre ore alla settimana e 12 ore su quattro settimane. Il testo è stato approvato con 466 voti favorevoli, 145 contrari e 37 astensioni. Gli Stati membri disporranno di tre anni per implementare le nuove norme.

Tutti i lavoratori devono essere informati fin dal primo giorno, come principio generale e, ove giustificato, entro sette giorni, degli aspetti essenziali del loro contratto di lavoro, quali: descrizione delle mansioni, data di inizio, durata, retribuzione, giornata lavorativa standard o orario di riferimento per coloro che hanno orari di lavoro imprevedibili.

Ai lavoratori assunti a chiamata o con forme analoghe di occupazione dovrà essere garantito:

- un livello minimo di prevedibilità, come orari e giorni di riferimento predeterminati;

- la possibilità di rifiutare, senza conseguenze, un incarico al di fuori dell’orario prestabilito o essere compensati se l'incarico non è annullato in tempo;

- il divieto per i datori di lavoro di sanzionare i lavoratori che vogliono accettare impieghi con altre imprese, se le nuove mansioni non rientrano nell'orario di lavoro stabilito.

La durata massima del periodo di prova sarà fissato in sei mesi o in altra misura proporzionale alla durata prevista del contratto in caso di lavoro a tempo determinato. Non potrà essere previsto periodo di prova per un contratto rinnovato con mansioni uguali o equivalenti.

Il datore di lavoro dovrà fornire gratuitamente una formazione, durante l’orario di lavoro.

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/amministrazione-del-personale/quotidiano/2019/04/17/gig-economy-diritti-parlamento-europeo

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