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G20, la vetrina di Trump e Xi per risolvere la crisi dei dazi

Martedì l’assemblea Nissan sarà l’occasione per capire le intenzioni del gruppo giapponese riguardo alla riapertura del dossier Renault-Fca mentre sabato a Osaka, in Giappone, il vertice tra le maggiori economie del mondo sarà centrato sul braccio di ferro tra Washington e Pechino sui dazi.

Il presidente e ceo Hiroto Saikawa potrebbe parlarne già oggi – o forse riceverà qualche domanda – durante l’assemblea di Nissan. I rumor riferiscono da alcuni giorni che il costruttore giapponese e l’alleato Renault abbiano trovato un accordo sulla governance. Cosa che spianerebbe la strada al rafforzamento del dialogo tra il costruttore francese e Fiat Chrysler, che aveva rinunciato all’idea di una combinazione proprio per i dubbi di Tokyo. Intanto, i due storici partner dell’auto ai due estremi del mondo portano avanti i piani congiunti sull’innovazione dopo la sigla di un accordo con Waymo - l'azienda di Google che si occupa di guida autonoma. Obiettivo, studiare i servizi di mobilità senza conducente, per il trasporto di passeggeri e la consegna di merci, in Francia e Giappone. Che, oltre alla vettura elettrica, è quel che sta a cuore a Fca.

Le parti in campo, Enel e Cassa depositi e prestiti, lo hanno ammesso: stanno cercando di capire quale sia la via migliore per unire i loro destini nella fibra ultraveloce. Così, forse già oggi, il ceo di Tim Luigi Gubitosi potrebbe portare in consiglio le opzioni possibili per un'aggregazione con Open Fiber. Il nodo resta la valutazione degli asset. Si era partiti da 3-4 miliardi, secondo le stime degli analisti, ora il mercato parla di 2 miliardi. Il punto di riferimento per fare partire il negoziato resta sempre il valore di libro. Enel ha il suo 50% iscritto a bilancio per 490 milioni, Cdp Equity per 496 milioni.

“Faremo un ottimo accordo con la Cina o non lo faremo per niente”. Le parole di Donald fanno da bussola al G20 di Osaka che si apre oggi e si concluderà domani. Il tema dei dazi sarà infatti cruciale in questo vertice mondiale. Il nuovo aumento si aggiungerebbe a quello varato a maggio, quando il presidente americano ha alzato le tariffe al 25% dal 10% su circa 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Un segnale alla Casa Bianca lo hanno inviato 500 grandi corporation avvertendo che quelle barriere fanno male alle aziende. E a termine produrranno disoccupazione.

Fonte: http://www.ipsoa.it/documents/impresa/finanza/quotidiano/2019/06/22/g20-vetrina-trump-xi-risolvere-crisi-dazi

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