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ADI: linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione

Nel decreto n. 72 del 2024 il Ministero del Lavoro definisce le Linee guida per i Patti per l’inclusione che devono essere sottoscritti dai soggetti percettori. Per ricevere il beneficio economico, infatti, il richiedente deve effettuare l’iscrizione presso il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), al fine di sottoscrivere un patto di attivazione digitale.

Il Ministero del Lavoro, con il decreto n. 72 del 2 maggio 2024, ha approvato le Linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione. L’Assegno di inclusione prevede infatti l’erogazione di un beneficio economico, riconosciuto, a richiesta di uno dei componenti del nucleo familiare, a garanzia delle necessità di inclusione dei componenti di nuclei familiari con disabilità, nonché dei componenti minorenni o con almeno sessant’anni di età o dei componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificati dalla Pubblica Amministrazione. Per ricevere il beneficio economico, il richiedente deve effettuare l’iscrizione presso il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (SIISL), al fine di sottoscrivere un patto di attivazione digitale. Patto di attivazione digitale I nuclei familiari beneficiari dell’Assegno di inclusione, una volta sottoscritto il patto di attivazione digitale, sono tenuti a aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale e, per alcuni componenti, lavorativa. Il percorso di attivazione viene avviato con l’invio automatico, per mezzo della citata piattaforma, dei dati del nucleo familiare al servizio sociale del Comune di residenza per l’analisi e la presa in carico dei componenti con bisogni complessi e per l’attivazione degli eventuali sostegni. A seguito dell’invio, infatti, i beneficiari devono presentarsi per il primo appuntamento presso i servizi sociali, i quali effettuano una valutazione multidimensionale dei bisogni del nucleo familiare, finalizzata alla sottoscrizione di un patto per l’inclusione. Il percorso viene definito nell’ambito di uno o più progetti finalizzati a identificare i bisogni del nucleo familiare nel suo complesso e dei singoli componenti. Sono tenuti all’obbligo di adesione e alla partecipazione attiva a tutte le attività formative, di lavoro, nonché alle misure di politica attiva, individuate nel progetto di inclusione sociale e lavorativa i componenti del nucleo familiare, maggiorenni, che esercitano la responsabilità genitoriale, non già occupati e non frequentanti un regolare corso di studi, e che non abbiano carichi di cura. Nell’ambito della valutazione multidimensionale, i componenti del nucleo familiare tenuti agli obblighi, di età compresa tra 18 e 59 anni attivabili al lavoro, vengono avviati ai centri per l’impiego per la sottoscrizione del patto di servizio personalizzato (di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150) che può prevedere l’adesione ai percorsi formativi previsti dal Programma nazionale per la Garanzia di occupabilità dei Lavoratori (GOL). Valutazione multidimensionale La valutazione multidimensionale consente, dunque: a) di acquisire gli elementi necessari per la definizione di Patti per l’inclusione sociale per tutti i nuclei beneficiari; b) di acquisire la documentazione inerente eventuali cause di esclusione dagli obblighi di attivazione lavorativa non già identificate dai dati amministrativi; c) di identificare nell’ambio dei componenti il nucleo tenuti agli obblighi di attivazione lavorativa coloro che sono immediatamente attivabili al lavoro, da indirizzare ai competenti Centri per l’impiego per la definizione anche dei Patti di servizio personalizzati. Copyright © - Riproduzione riservata

Ministero del Lavoro e delle Poltiche Sociali, decreto ministeriale 02/05/2024, n. 72

Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2024/05/04/adi-linee-guida-definizione-patti-inclusione

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