AI Act: per il Garante Privacy schema di decreto da correggere
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha espresso due pareri sullo schema di decreto legislativo di adeguamento italiano all’AI Act europeo (Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024). Il primo riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia, con garanzie su sorveglianza umana e tutela dei dati biometrici. Il secondo riguarda i poteri delle Autorità nazionali e l’uso responsabile dell’IA nella formazione, con attenzione a privacy e non discriminazione. Entrambi i pareri sottolineano l’importanza di bilanciare innovazione e diritti fondamentali, garantendo trasparenza e responsabilità nel trattamento dei dati.
Nella newsletter n. 550 del 29 luglio 2026, Il Garante per la Protezione dei Dati Personali informa di aver espresso due pareri sullo schema di decreto legislativo di adeguamento italiano all’AI Act europeo (Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024). I pareri sono sostanzialmente favorevoli; tuttavia, l’Authority suggerisce alcuni interventi correttivi, allo scopo di bilanciare innovazione e diritti fondamentali, garantendo trasparenza e responsabilità nel trattamento dei datiParere sull’uso dell’IA nelle attività di poliziaIl primo parere riguarda l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) da parte delle Forze di polizia. Il decreto definisce regole precise per l’uso di IA, soprattutto per sistemi ad alto rischio come il riconoscimento biometrico in tempo reale. È previsto che l’uso dell’IA sia sempre accompagnato da una sorveglianza umana qualificata per evitare errori e garantire i diritti delle persone.Vengono stabilite condizioni rigorose per l’accesso e la gestione dei dati biometrici, con autorizzazioni giudiziarie obbligatorie e limiti temporali.Il Garante suggerisce di rafforzare le garanzie, ad esempio migliorando la definizione di sorveglianza umana e chiarendo la responsabilità dei soggetti coinvolti nel trattamento dei dati.Parere sui poteri delle Autorità nazionali e l’uso dell’IA nella formazioneIl secondo parere si concentra sui poteri delle Autorità nazionali per l’IA, tra cui il Garante, e sull’uso dell’IA in ambito formativoIl decreto assegna ruoli chiari per la vigilanza e il coordinamento tra Autorità, promuovendo la cooperazione con enti di ricerca e formazione.Viene sottolineata l’importanza di un uso responsabile dell’IA nella scuola e nel lavoro, con particolare attenzione alla tutela della privacy e alla non discriminazione.Il Garante chiede di estendere i suoi poteri per garantire un’efficace supervisione e di rafforzare le tutele contro decisioni automatizzate che possano influire negativamente sui lavoratori.Copyright © - Riproduzione riservata
Garante per la Protezione dei Dati Personali, Parere n. 10275626 del 14/07/2026
Garante per la Protezione dei Dati Personali, Parere n. 10275606 del 14/07/2026
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Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/07/30/act-garante-privacy-schema-decreto-correggere
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