Deposito dei bilanci: Consulenti del Lavoro e Commercialisti a confronto
Si apre il confronto tra Consulenti del Lavoro e Commercialisti sulla proposta, contenuta nel disegno di legge annuale per la concorrenza, di estendere ai primi la possibilità di effettuare il deposito telematico dei bilanci presso il Registro delle imprese. Dopo le critiche espresse dal presidente del CNDCEC, Elbano de Nuccio, i Presidenti provinciali dei Consigli dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro rivendicano le competenze già riconosciute alla categoria in ambito fiscale, contabile e tributario e sostengono che la modifica colmerebbe un vuoto dell’attuale disciplina. Al centro del confronto vi sono la natura dell’adempimento e l’ambito delle attribuzioni professionali: allo stato, infatti, la normativa riserva la trasmissione prevista dall’art. 31, comma 2-quater, della L. n. 340/2000 agli iscritti nelle sezioni A e B dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.
Si accende il confronto tra Consulenti del Lavoro e Commercialisti sulla possibilità di estendere ai primi la facoltà di effettuare il deposito telematico dei bilanci e dei relativi documenti presso il Registro delle imprese.A intervenire sono i Presidenti dei Consigli provinciali dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro che, con una nota congiunta diffusa in occasione dell’Assemblea tenutasi a Reggio Calabria durante la Convention nazionale della categoria, hanno replicato alle dichiarazioni del presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Elbano de Nuccio, sulla disposizione inserita nel disegno di legge annuale per la concorrenza.Il deposito del bilancioLa questione riguarda il deposito dei bilanci che, secondo la disciplina attualmente vigente, può essere effettuato mediante trasmissione telematica, su incarico del legale rappresentante della società, dagli iscritti nelle sezioni A e B dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili muniti di firma digitale. Il professionista che effettua la trasmissione attesta inoltre la conformità dei documenti trasmessi agli originali conservati presso la società.È su questo perimetro soggettivo che interviene la proposta oggetto del confronto tra le due categorie professionali.La posizione dei Consulenti del LavoroSecondo i Presidenti provinciali dei Consulenti del Lavoro, l'eventuale estensione non rappresenterebbe un'invasione delle competenze dei Commercialisti, ma consentirebbe di allineare la disciplina del deposito dei bilanci alle altre attività che la normativa già permette ai Consulenti del Lavoro di esercitare.Nella nota viene sottolineata, in particolare, la distinzione tra la formazione e approvazione del bilancio e il successivo adempimento della sua trasmissione al Registro delle imprese.La categoria richiama, a sostegno della propria posizione, le funzioni già esercitate dai Consulenti del Lavoro in materia fiscale e tributaria: tenuta della contabilità, trasmissione delle dichiarazioni, attività quali intermediari fiscali abilitati, apposizione dei visti nei casi consentiti dall'ordinamento e assistenza tributaria.A queste attività vengono affiancate le competenze esercitabili nelle procedure di regolazione della crisi e dell'insolvenza e le ulteriori funzioni attribuite dalla legislazione ai professionisti in materia di certificazione e controllo.La tesi sostenuta dalla categoria è dunque che il deposito di un bilancio già regolarmente formato e approvato dagli organi societari costituisca un adempimento telematico successivo che potrebbe essere affidato anche ai Consulenti del Lavoro senza modificare le competenze relative alla formazione, al controllo o alla certificazione del documento.Le perplessità dei CommercialistiIl tema riguarda essenzialmente l'ampliamento del perimetro dei professionisti abilitati a un adempimento societario che la legislazione vigente attribuisce espressamente agli iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.Ed è proprio il dato normativo attuale a rappresentare il punto di partenza del confronto: l'art. 31, comma 2-quater, della L. n. 340/2000 individua oggi espressamente i professionisti abilitati alla trasmissione telematica dei bilanci e dei documenti previsti dall'art. 2435 c.c.L'intervento legislativo prospettato avrebbe quindi l'effetto di ampliare la platea dei soggetti professionalmente abilitati, superando l'attuale delimitazione.Al di là delle rispettive posizioni delle categorie professionali, il punto giuridicamente centrale è rappresentato dalla natura del deposito del bilancio.Il bilancio viene formato dagli amministratori e sottoposto all'approvazione dell'organo societario competente. Il deposito presso il Registro delle imprese costituisce una fase successiva, disciplinata dall'art. 2435 c.c.Quando la trasmissione viene effettuata dal professionista secondo la procedura prevista dall'art. 31 della L. n. 340/2000, quest'ultimo assume però anche uno specifico compito: il successivo comma 2-quinquies stabilisce infatti che il professionista attesta la conformità dei documenti trasmessi agli originali depositati presso la società.Il confronto, pertanto, non può essere ridotto alla sola possibilità materiale di inviare telematicamente un documento, ma investe l'individuazione dei professionisti ai quali il legislatore intende attribuire la relativa funzione e la connessa attestazione.I Consulenti del Lavoro ritengono che l'estensione sia coerente con il complesso delle competenze fiscali, contabili e tributarie già riconosciute alla professione e che permetta di superare quella che definiscono una lacuna dell'attuale sistema. I Commercialisti, invece, contestano l'ampliamento di una funzione che la disciplina vigente attribuisce espressamente agli iscritti al loro Albo.Sul piano strettamente normativo, allo stato resta ferma la disciplina vigente: il deposito mediante la procedura professionale prevista dall'art. 31, comma 2-quater, della L. n. 340/2000 è riferito agli iscritti nelle sezioni A e B dell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.La proposta contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza punta dunque a modificare questo assetto. Sarà l'iter parlamentare a stabilire se l'estensione ai Consulenti del Lavoro entrerà definitivamente nell'ordinamento e con quale formulazione.Copyright © - Riproduzione riservata
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