Dichiarazione dei redditi: dai Consulenti del Lavoro no allo sdoppiamento
ll Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro esprime contrarietà all’ipotesi di sdoppiare la dichiarazione dei redditi in due invii, uno entro luglio per la determinazione delle imposte e uno entro novembre per quadri informativi, ISA e ulteriori prospetti. Secondo il CNO, la misura rischierebbe di aumentare adempimenti, costi e complessità senza produrre un reale alleggerimento del calendario fiscale.
Sdoppiare la dichiarazione dei redditi potrebbe trasformarsi, più che in una semplificazione, in una duplicazione degli adempimenti. È la posizione espressa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, che ha scritto al Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, evidenziando le criticità dell’ipotesi emersa nei giorni scorsi.La proposta prevederebbe un primo invio entro luglio, relativo alla determinazione delle imposte, e un secondo invio entro novembre, dedicato ai quadri informativi, agli Indicatori sintetici di affidabilità fiscale e agli altri prospetti dichiarativi.Secondo il CNO, però, la separazione tra le due fasi rischierebbe di aumentare anziché ridurre il lavoro di professionisti e contribuenti. La distinzione tra dati liquidativi e informativi non è infatti sempre netta. In particolare, l’elaborazione degli ISA può determinare l’emersione di ulteriori componenti positivi di reddito e incidere direttamente sulle imposte dovute.Il rischio è quindi che la dichiarazione trasmessa a luglio debba essere successivamente rivista, con la necessità di effettuare rettifiche, nuovi controlli ed eventualmente ulteriori versamenti. Lo sdoppiamento finirebbe così per trasformare un procedimento oggi unitario in due distinti momenti dichiarativi, imponendo inoltre la riapertura delle pratiche in autunno.Il CNO mette in dubbio anche l’effettivo beneficio sul carico di lavoro estivo. La determinazione delle imposte deve infatti essere comunque effettuata per consentire il versamento del saldo e del primo acconto. Un ulteriore invio obbligatorio a luglio, dunque, non eliminerebbe il lavoro necessario per i conteggi fiscali. Le conseguenze riguarderebbero anche l’Amministrazione finanziaria, chiamata a verificare tempestività e correttezza di due adempimenti anziché uno.La posizione dei Consulenti del Lavoro è quindi orientata verso una semplificazione diversa: eliminare le informazioni già disponibili all’Amministrazione, migliorare l’interoperabilità delle banche dati e rendere più equilibrato il calendario dei versamenti.Il Consiglio Nazionale conferma pertanto la propria contrarietà allo sdoppiamento della dichiarazione dei redditi, mantenendo tuttavia aperta la disponibilità al confronto con Ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate per individuare soluzioni che producano un alleggerimento effettivo degli obblighi a carico dei contribuenti e dei professionisti.Copyright © - Riproduzione riservata
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