Gemini e articoli online: verso nuovi limiti per l’IA generativa
Nelle conclusioni presentate il 3 novembre 2026 nella causa C-250/25, relativa all’utilizzo di contenuti giornalistici da parte del chatbot Google Gemini, l’avvocato generale della Corte di giustizia UE affronta per la prima volta il rapporto tra intelligenza artificiale generativa e diritti connessi degli editori di testate giornalistiche. Secondo l’avvocato generale, le questioni relative all’addestramento dei modelli linguistici dovrebbero essere dichiarate irricevibili, sia per l’assenza di prove circa l’impiego degli articoli dell’editore ricorrente, sia perché tale attività non costituirebbe una forma di “utilizzo online” delle pubblicazioni giornalistiche. Viene tuttavia precisato che l’addestramento degli LLM è, in linea generale, coperto dall’eccezione europea per l’estrazione di testo e dati. Diversamente, il recupero e il riutilizzo in tempo reale di articoli giornalistici da parte di chatbot possono violare i diritti degli editori quando l’accesso ai contenuti avvenga in modo illecito o quando le risposte riproducano in modo riconoscibile la forma espressiva dell’articolo, sostituendosi di fatto alla consultazione della pubblicazione originale. In tali casi, il fornitore del chatbot può essere ritenuto responsabile.
Fonte: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/11/04/gemini-articoli-online-limiti-ia-generativa
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